Si torna a parlare del Centro di Accoglienza Straordinaria di Villamarina che, nei giorni scorsi, ha sollevato un acceso dibattito dopo che diversi albergatori di via Euclide hanno sottolineato la “convivenza impossibile” tra gli stili di vita dei richiedenti asilo e le esigenze dei turisti.
In particolare, gli operatori alberghieri lamentano una serie di “schiamazzi notturni” che – a loro dire – disturberebbero, ogni fine settimana, il riposo dei vacanzieri. Tutte accuse rispedite al mittente da Giulia Magnani, direttrice del Centro di accoglienza collocato, da due anni esatti, all’Hotel Saline in viale Euclide gestito dalla cooperativa sociale Il Sorriso: “Quei ragazzi – è la sua versione – non solo non distruggono il turismo, ma ne sono un’importante risorsa, visto che la maggior parte di loro lavora come stagionale nei ristoranti e negli alberghi della zona, compensando la carenza di manodopera che, da sempre, si registra in questo settore”.
Giulia Magnani non smentisce che “in passato siano emerse alcune segnalazioni”, tuttavia – precisa – “non ci risulta affatto che le forze dell’ordine vengano allertate con regolarità nei fine settimana”. Insomma, per la responsabile del Cas “si sono verificati alcuni episodi isolati nei primi mesi di apertura ma, da allora, la situazione è notevolmente migliorata”.

Dunque, secondo la direttrice della struttura le problematiche lamentate dagli albergatori “sono solo alimentate dal pregiudizio e non trovano alcun riscontro oggettivo nella realtà quotidiana della struttura”.
Dopo aver ribadito il “costante impegno nel garantire il rispetto delle regole di convivenza civile, il decoro e la quiete pubblica”, Giulia Magnani ricorda che “tutti gli ospiti del CAS sono avviati ad un percorso di inclusione sociale: sono tutti regolarmente iscritti al CPIA (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) e frequentano le lezioni di lingua italiana alla scuola media Dante Arfelli di Cesenatico”.
Gli albergatori denunciano, inoltre, la difficoltà nel reperire un coordinatore della struttura a cui far presente tutta una serie di problematiche. Secondo la direttrice Magnani, al contrario, la struttura “è presidiata in tutto l’arco delle 24 ore, con operatori diurni qualificati e un portiere notturno che monitora la situazione. In caso emergano delle criticità – assicura – interveniamo prontamente”.
Smentita anche l’ipotesi di un aumento vertiginoso del numero di ospiti all’interno dell’albergo. Attualmente – spiega la Cooperativa – il centro ospita 47 persone, tutti giovani provenienti da Pakistan, Bangladesh, Egitto, Burkina Faso, Gambia, Guinea, Senegal, Camerun e Costa d’Avorio”.