Oggi una spiaggia frequentata insieme da uomini e donne è la normalità. Nell’estate del 1899, invece, poteva provocare una denuncia pubblica. Accadde oltre un secolo fa a Cesenatico, quando il turismo balneare muoveva ancora i primi passi e il bagno in mare era sottoposto a regole molto diverse da quelle attuali.
La vicenda emerge da una breve corrispondenza pubblicata il 13 agosto dal settimanale “Il Savio”. La segnalazione partiva dalla protesta di un villeggiante, secondo cui sulla spiaggia non veniva rispettata la separazione fra uomini e donne prevista dalle disposizioni di polizia.
Poche righe bastarono per lanciare l’allarme. Il giornale intitolò il trafiletto “Indecenze” e sostenne che quella promiscuità contrastasse con le norme e con “l’onestà di un popolo che vuol essere civile”. Quindi girò il reclamo alle autorità, chiedendo che la legge non rimanesse lettera morta.
Non sappiamo che cosa avesse visto realmente il bagnante. Il giornale non descrive episodi precisi o comportamenti sconvenienti. Non è dunque possibile stabilire se uomini e donne si fossero ritrovati nello stesso tratto di arenile oppure avessero fatto il bagno insieme. È però evidente lo scandalo suscitato dalla mancata divisione degli spazi.
La notizia va letta tenendo conto dell’identità del giornale. “Il Savio” era una testata cattolica, attenta alla morale pubblica e spesso impegnata in polemiche contro liberali, socialisti e repubblicani. Il tono severo rispecchia sia la sensibilità del tempo sia l’orientamento della redazione.
La spiaggia di fine Ottocento non era ancora il grande spazio popolare che sarebbe diventata nel Novecento. Il bagno di mare si stava diffondendo come pratica salutare e occasione di villeggiatura, ma rimaneva circondato da pudori e rigide convenzioni. La vicinanza dei corpi poteva essere considerata una minaccia alla decenza.
Non conosciamo l’esito della protesta né sappiamo se le autorità ripristinarono la separazione. Resta però quella piccola cronaca dell’agosto 1899, capace di misurare la distanza fra due epoche. Ciò che allora appariva uno “sconcio deplorevole” sarebbe diventato, pochi decenni dopo, uno degli aspetti più naturali della vacanza al mare.