17 Ottobre, 2026 Cesenatico

Cesenatico, il 20 ottobre 1944: così la città tornò libera

Il reparto che entrò a Cesenatico aveva davanti a sé il proprio comandante in bicicletta. È un particolare riportato nel rapporto storico militare canadese sull’avanzata in Romagna. Era il 20 ottobre 1944: i tedeschi stavano ripiegando e per la città finiva l’occupazione nazifascista. Ottantadue anni dopo, quel documento aiuta a ricostruire il passaggio del fronte, precisando il ruolo dei reparti alleati.

La liberazione era stata preceduta dalla lotta clandestina e dalla repressione. Secondo il progetto storico “La Resistente”, nel luglio 1944 alcuni resistenti avevano affondato due barconi nel porto canale per impedire ai tedeschi di utilizzarli per ostruire l’imboccatura. Ad agosto gli arresti colpirono anche Bagnarola e Villalta. Diversi catturati furono poi rinchiusi nella Rocca di Cesena.

Lì, ai primi di settembre, vennero fucilati otto prigionieri: Adamo Arcangeli, Gino Cecchini, Urbano Fusconi, Gino Quadrelli, Sebastiano Sacchetti, Gino e Urbano Sintoni e Oberdan Trombetti. Una vicenda che lega la storia della Resistenza cesenaticense a quella della vicina Cesena e mostra quanto fosse stato doloroso e travagliato il cammino verso la libertà.

Quando il fronte raggiunse queste campagne, l’avanzata alleata dovette affrontare anche il maltempo. Fiumi, canali e terreni allagati rallentavano i movimenti. Nel settore operava il I Corpo canadese, del quale faceva parte anche la divisione neozelandese; verso il mare agiva la Cumberland Force, un raggruppamento misto guidato dal brigadiere I. H. Cumberland.

Il 18 ottobre i tedeschi resistevano ancora sulla direttrice Castellaccio, Sala, Celle e Fatta dei Fenili. Nella notte fra il 18 e il 19 i neozelandesi attaccarono oltre il Pisciatello. Una corrispondenza di guerra del 19 ottobre, conservata dalla Biblioteca nazionale neozelandese, racconta la conquista di Macerone e Bagnarola e le difficoltà dei genieri nel predisporre i passaggi per i mezzi.

La pressione nell’entroterra costrinse i tedeschi ad arretrare. Il 19 ottobre, tuttavia, sulla fascia costiera mantenevano ancora le posizioni. Il giorno successivo il ripiegamento interessò l’intero fronte della Cumberland Force. A entrare a Cesenatico furono i Governor General’s Horse Guards, reparto canadese. È a loro che il rapporto attribuisce l’ingresso in città, mentre ai neozelandesi spettò un ruolo decisivo nello sfondamento nell’entroterra.

La guerra proseguì verso nord, lungo l’Adriatica e in direzione del Savio. A Cesenatico restavano le distruzioni, fra cui quella della torre malatestiana, fatta saltare dai tedeschi in ritirata. Il 20 ottobre segnava però una svolta concreta: la fine dell’occupazione e l’inizio del difficile ritorno alla vita civile.

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