29 Settembre, 2026 Cesenatico

La cartolina di Cesenatico e il gol che fermò il Cesena: cinquant’anni fa la notte europea della Fiorita

Come ci ricorda oggi Giovanni Guiducci sulle pagine del Corriere di Romagna, nell’album di famiglia di Jürgen Sparwasser c’è una cartolina dell’hotel Pino di Cesenatico. La conserva sua moglie Christa insieme alle fotografie e agli articoli delle partite più importanti. 

Per l’ex attaccante del Magdeburgo è il ricordo di un piacevole soggiorno in Italia; per i tifosi del Cesena, quello stesso viaggio porta alla partita in cui il Cavalluccio arrivò a un gol da una rimonta impossibile. Era il 29 settembre 1976, cinquant’anni fa oggi.

La prima e unica partecipazione del Cesena alla Coppa Uefa sembrava essersi chiusa già due settimane prima. Nell’andata dei trentaduesimi, in Germania Est, il Magdeburgo aveva vinto 3-0. 

Era una squadra abituata all’Europa: nel 1974 aveva conquistato la Coppa delle Coppe battendo il Milan. Tra i suoi uomini c’era Sparwasser, celebre per il gol con cui la Germania Est aveva sconfitto quella Ovest ai Mondiali dello stesso anno. Al suo ritorno in Romagna, nel giugno scorso, ha raccontato che i tedeschi sapevano poco del Cesena: conoscevano la fama del suo avversario, ma non avevano informazioni precise sulla squadra. 

I giocatori del Magdeburgo si sistemarono dunque a Cesenatico, mentre il Cesena preparava il ritorno con un problema in più. Mario Frustalupi, il regista della squadra, non aveva trovato un accordo sull’ingaggio con il presidente Dino Manuzzi e finì in tribuna. Alla Fiorita, però, furono i bianconeri di Giulio Corsini a cambiare il senso della sfida.

Giorgio Mariani segnò nel primo tempo. Poco dopo l’intervallo arrivò il 2-0 di Fiorino Pepe. Dei tre gol necessari per annullare il risultato dell’andata ne mancava soltanto uno: la Fiorita cominciò a credere nei supplementari. L’ex portiere Lamberto Boranga ha ricordato che il Cesena aveva messo seriamente in difficoltà i tedeschi. Poi arrivò il pallone che Sparwasser trasformò nel 2-1. Boranga, ripensando a quell’azione anni dopo, si è assunto la responsabilità dell’uscita: pensava di poter arrivare per primo sulla palla.

Quel gol cambiò i conti. Mariani venne espulso, ma il Cesena, pur in dieci, trovò ancora la forza di segnare con Emiliano Macchi. Finì 3-1: una vittoria da applaudire, insufficiente però a superare il turno. 

Nel doppio confronto il Magdeburgo prevalse 4-3. Sparwasser ha spiegato anche un gesto rimasto nella memoria dei tifosi: dopo la sua rete alzò le braccia verso la curva, ma sostiene che fosse soltanto gioia per il gol, senza intenzione di provocare.

Il viaggio di ritorno verso Cesenatico ebbe un epilogo grave. Un gruppo di tifosi prese a sassate il pullman dei tedeschi, rompendo i vetri. Sparwasser ha ricordato che i passeggeri si gettarono a terra per ripararsi e che alcuni compagni rimasero feriti. 

Nel giugno scorso è tornato a Cesena per presentare il libro sulla sua vita e incontrare, tra gli altri, Boranga: mezzo secolo dopo, i protagonisti di quella partita si sono ritrovati faccia a faccia. La cartolina dell’hotel Pino è ancora nel suo album.

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