Dove andava un uomo di Cesenatico, nella prima metà del Novecento, quando voleva andare “al casino”? La domanda può far sorridere, ma racconta un pezzo di storia sociale romagnola rimasto per decenni sottotraccia.
Per Cesenatico non abbiamo, almeno dalle fonti finora disponibili, la certezza documentaria di una casa di tolleranza autorizzata. Bastava però spostarsi a Cesena o Rimini, dove i bordelli erano una presenza conosciuta e perfettamente inserita nel sistema della prostituzione regolamentata dallo Stato.
A Cesena uno dei nomi entrati nella memoria cittadina è quello della Zaira, tenutaria di un noto bordello di via Montalti. La sua fama è documentata addirittura da Renato Serra. Nel gennaio 1914 il grande letterato cesenate raccontò in una lettera di un ballo durante il quale alcune “ragazze della Zaira” si erano messe a danzare il tango. Il fatto provocò scandalo: quelle donne potevano essere frequentate, pagando, nella riservatezza della casa chiusa, ma apparire insieme agli altri a un ballo pubblico infrangeva le convenzioni sociali dell’epoca.
Le ragazze dei bordelli venivano periodicamente sostituite. Era la famosa “quindicina”: ogni due settimane arrivavano nuove donne. A Cesena è rimasta persino memoria del vetturino soprannominato “Putàin”, che con il suo fiacre trasportava in città le ragazze destinate ai casini di Stato.
La tradizione cesenate del sesso a pagamento, del resto, era antichissima. Già nel Cinquecento il bordello cittadino si spostava tra le Tavernelle e la zona di San Severo, dietro l’attuale Teatro Bonci. Ancora oggi sopravvive il torrione detto “delle mammole”, termine utilizzato anche per indicare le prostitute, mentre l’attuale via Cesare Montanari era conosciuta come “via delle stuffe”.
Ma per un cesenaticense disposto a spingersi più a sud c’era soprattutto Rimini, vera capitale romagnola del genere.

Qui il nome leggendario era quello della Dora. La sua casa si trovava in via Clodia, nella zona alla destra del porto dove storicamente si concentravano diversi bordelli. La Dora era talmente conosciuta da entrare nella memoria popolare riminese e nell’immaginario poi raccontato anche da Federico Fellini.
Per chi disponeva di più denaro esistevano locali di categoria superiore. Nel 1912 a Rimini comparve addirittura la “Casa Rossa”, ribattezzata “Maison Rouge”, gestita da una donna chiamata Ines. Era considerata una sorta di bordello di lusso e arrivò persino a pubblicizzarsi distribuendo bigliettini sulle spiagge, suscitando le proteste della stampa cattolica.
Nel dopoguerra, invece, uno degli ultimi indirizzi riminesi fu il Villino Azzurro di via Bastioni Settentrionali. Rimase attivo fino al 1958 e rappresentò uno degli ultimi simboli locali della prostituzione legalmente organizzata.
Dentro quelle case tutto era regolamentato. Le donne erano registrate e sottoposte a controlli sanitari; la normativa imponeva precise caratteristiche agli edifici e persino le finestre dovevano rimanere chiuse. A Ravenna, l’Archivio di Stato conserva ancora la documentazione della Questura relativa al controllo del “meretricio”, comprese le visite mediche e le successive pratiche di chiusura.
Era anche un mondo profondamente segnato dallo sfruttamento e dalla marginalizzazione delle donne, ed è proprio contro quel sistema che si mosse la senatrice socialista Lina Merlin.
La legge numero 75 del 20 febbraio 1958 entrò pienamente in vigore il 20 settembre dello stesso anno. In Italia chiusero circa 560 case di tolleranza, nelle quali vivevano e lavoravano circa 2.700 donne. La prostituzione in sé non diventò illegale: la legge colpì invece l’organizzazione e lo sfruttamento della prostituzione altrui.
Finiva così anche in Romagna l’epoca delle persiane chiuse, delle maitresse, delle marchette e della “quindicina”. E per gli uomini che dalla costa cesenaticense cercavano quel genere di divertimento, Cesena con la Zaira e Rimini con la Dora, la Maison Rouge e il Villino Azzurro rappresentavano alcuni degli indirizzi più noti di un mondo che il 20 settembre 1958 scomparve ufficialmente dalla legalità italiana.