Ad Assisi le celebrazioni nazionali, a Cesenatico una porta che torna ad aprirsi sulla tradizione francescana.
Nell’anno degli ottocento anni dalla morte di san Francesco, avvenuta nel 1226, la città ritrova una presenza religiosa che ne ha accompagnato la storia per oltre quattro secoli. Il 1° ottobre, nella chiesa dei Santi Nicola e Francesco in largo Cappuccini, la Messa presieduta dall’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo ha inaugurato il nuovo Centro di spiritualità “San Francesco”. Una ripartenza che arriva proprio alla vigilia della festa del patrono d’Italia.
Per i cesenaticensi è semplicemente la “chiesa dei frati”: un nome che racconta quanto quella presenza sia entrata nell’identità del paese. Le sue origini risalgono ai primi anni del Seicento. La ricostruzione storica richiamata nel volume “Cesenatico nella storia” di Davide Gnola colloca nel 1614 la posa della prima pietra del convento e nel 1617 l’apertura al culto della chiesa. Dal 1671 i religiosi ottennero anche la facoltà di confessare i laici: un passaggio significativo nel rapporto fra la comunità conventuale e la popolazione.
Fra quelle mura passò persino la storia delle monarchie europee. Una lapide ricorda che il 12 ottobre 1722 il convento ospitò Giacomo Francesco Stuart, pretendente cattolico al trono britannico, e la consorte. Il sovrano in esilio trovò accoglienza nel piccolo porto romagnolo: un episodio che restituisce al convento una dimensione inattesa, oltre la quotidianità cittadina. Il ricordo è rimasto inciso nella pietra, testimonianza ancora leggibile di quell’incontro.
La continuità francescana, però, conobbe fratture profonde. Il governo napoleonico chiuse il convento nel settembre 1798; dopo una riapertura nel 1800, una seconda soppressione arrivò nel 1805. Il complesso, acquistato da Pietro Maria Semprini e poi donato a Pio VII, tornò ad accogliere i frati nel gennaio 1822. Un’altra chiusura seguì nel 1867, dopo l’Unità d’Italia: cinque anni più tardi riaprì per volontà della popolazione. Una storia di ritorni che misura anche l’attaccamento di Cesenatico a quel luogo.
Nel 2000 ai Cappuccini subentrarono i Fratelli di San Francesco, rimasti fino al settembre 2024. L’annuncio della loro partenza suscitò una raccolta di firme e un intervento del sindaco Matteo Gozzoli presso la congregazione. Il valore della presenza religiosa andava oltre le celebrazioni: raccoglimento, conforto e aiuto ai poveri ne avevano fatto un riferimento riconosciuto anche fuori dalla comunità dei praticanti.
Oggi il testimone passa ai Frati Minori, che continueranno ad abitare nella canonica di Boschetto. Il Centro offrirà preghiera, ascolto e accompagnamento spirituale, in collaborazione con il parroco don Gian Piero Casadei. “Da oltre 400 anni, in questo luogo, c’è quasi sempre stata la presenza francescana”, ha ricordato Caiazzo. Nell’anno del centenario, Cesenatico aggiunge così alla memoria un nuovo capitolo: persone disponibili ad accogliere altre persone.