12 Ottobre, 2026 Cesenatico

Sotto Cesenatico riemerge Ad Novas, la stazione perduta dei Romani

Molto prima che Cesena fondasse il proprio porto, nel territorio di Cesenatico esisteva un insediamento attraversato da uomini, merci e probabilmente soldati. Il suo nome era Ad Novas e potrebbe essere rimasto nascosto per secoli sotto i terreni di Ca’ Bufalini, nelle campagne di Cannucceto.

A riaccendere l’interesse sono stati gli scavi avviati nell’aprile 2006 e successivamente sviluppati nel progetto internazionale diretto dagli archeologi Denis Sami e Neil Christie dell’Università di Leicester. I risultati preliminari, pubblicati sulla rivista scientifica Fasti Online, raccontano una Cesenatico romana e tardoantica sorprendentemente vitale.

Durante la prima campagna furono aperti quattro saggi. Sotto gli strati di terreno agricolo comparve una robusta strada romana pavimentata con pietre e ghiaia, una “glareata” sufficientemente ampia da indicare un collegamento importante. Potrebbe essere un tratto della strada costiera che univa Rimini a Ravenna, lungo la quale viaggiavano funzionari, eserciti, mercanti e corrieri del sistema postale imperiale.

Accanto alla strada vennero individuate strutture costruite prevalentemente in legno, databili tra il V e il VI secolo. Di quegli edifici non restavano naturalmente le pareti, ma fondazioni composte da frammenti di tegole e terra, buche per i pali, travi adagiate orizzontalmente e pavimenti in cocciopesto. Tracce fragili che hanno permesso agli studiosi di ricostruire ambienti abitati quando l’Impero romano d’Occidente stava ormai tramontando.

Numerosi reperti raccontano la vita quotidiana: ceramiche da cucina e da mensa, recipienti provenienti dall’Africa settentrionale e da altre regioni dell’Impero, bicchieri, bottiglie, perline di vetro e utensili da lavoro. È emersa persino una pedina blu scuro, forse utilizzata per un gioco da tavolo, anche se oggetti simili potevano decorare mobili o cofanetti. Le monete rinvenute coprono un arco cronologico compreso fra il I e il V secolo.

Il nome Ad Novas compare sulla Tabula Peutingeriana, copia medievale di una grande carta stradale romana. La località è collocata a nord del Rubicone e a sud del Sapis, l’attuale Savio: una posizione compatibile con il territorio cesenaticense. Potrebbe essere stata una statio o una mansio, cioè un punto di sosta lungo la viabilità imperiale dove cambiare cavalli, riposare, mangiare e trovare assistenza.

Anche il vicino canale Fossatone potrebbe avere origini romane. Se l’ipotesi fosse confermata, Ad Novas sarebbe sorta in un punto strategico tra strada e vie d’acqua, ricevendo prodotti provenienti dal grande mercato di Ravenna. I reperti testimoniano infatti scambi commerciali protratti per secoli.

La fase più prospera sembra essersi conclusa nella seconda metà del V secolo. L’insediamento continuò probabilmente a vivere ancora per qualche tempo, prima di scomparire. Quando nel Medioevo nacque il Porto Cesenatico, di Ad Novas restavano ormai soltanto rovine sepolte. Ma sotto i campi di Cannucceto potrebbe trovarsi ancora una parte fondamentale e quasi sconosciuta delle origini della città.

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