Molto prima che Cesena fondasse il proprio porto, nel territorio di Cesenatico esisteva un insediamento attraversato da uomini, merci e probabilmente soldati. Il suo nome era Ad Novas e potrebbe essere rimasto nascosto per secoli sotto i terreni di Ca’ Bufalini, nelle campagne di Cannucceto.
A riaccendere l’interesse sono stati gli scavi avviati nell’aprile 2006 e successivamente sviluppati nel progetto internazionale diretto dagli archeologi Denis Sami e Neil Christie dell’Università di Leicester. I risultati preliminari, pubblicati sulla rivista scientifica Fasti Online, raccontano una Cesenatico romana e tardoantica sorprendentemente vitale.
Durante la prima campagna furono aperti quattro saggi. Sotto gli strati di terreno agricolo comparve una robusta strada romana pavimentata con pietre e ghiaia, una “glareata” sufficientemente ampia da indicare un collegamento importante. Potrebbe essere un tratto della strada costiera che univa Rimini a Ravenna, lungo la quale viaggiavano funzionari, eserciti, mercanti e corrieri del sistema postale imperiale.
Accanto alla strada vennero individuate strutture costruite prevalentemente in legno, databili tra il V e il VI secolo. Di quegli edifici non restavano naturalmente le pareti, ma fondazioni composte da frammenti di tegole e terra, buche per i pali, travi adagiate orizzontalmente e pavimenti in cocciopesto. Tracce fragili che hanno permesso agli studiosi di ricostruire ambienti abitati quando l’Impero romano d’Occidente stava ormai tramontando.
Numerosi reperti raccontano la vita quotidiana: ceramiche da cucina e da mensa, recipienti provenienti dall’Africa settentrionale e da altre regioni dell’Impero, bicchieri, bottiglie, perline di vetro e utensili da lavoro. È emersa persino una pedina blu scuro, forse utilizzata per un gioco da tavolo, anche se oggetti simili potevano decorare mobili o cofanetti. Le monete rinvenute coprono un arco cronologico compreso fra il I e il V secolo.
Il nome Ad Novas compare sulla Tabula Peutingeriana, copia medievale di una grande carta stradale romana. La località è collocata a nord del Rubicone e a sud del Sapis, l’attuale Savio: una posizione compatibile con il territorio cesenaticense. Potrebbe essere stata una statio o una mansio, cioè un punto di sosta lungo la viabilità imperiale dove cambiare cavalli, riposare, mangiare e trovare assistenza.
Anche il vicino canale Fossatone potrebbe avere origini romane. Se l’ipotesi fosse confermata, Ad Novas sarebbe sorta in un punto strategico tra strada e vie d’acqua, ricevendo prodotti provenienti dal grande mercato di Ravenna. I reperti testimoniano infatti scambi commerciali protratti per secoli.
La fase più prospera sembra essersi conclusa nella seconda metà del V secolo. L’insediamento continuò probabilmente a vivere ancora per qualche tempo, prima di scomparire. Quando nel Medioevo nacque il Porto Cesenatico, di Ad Novas restavano ormai soltanto rovine sepolte. Ma sotto i campi di Cannucceto potrebbe trovarsi ancora una parte fondamentale e quasi sconosciuta delle origini della città.