7 Novembre, 2026 Cesenatico

11 marzo 1860: il giorno in cui la Romagna “scelse” il Piemonte. E Cesenatico entrò nell’Italia che stava nascendo

Oggi, 11 marzo, ricorre un anniversario che spesso passa sotto traccia, ma che ha cambiato per sempre la storia locale: il plebiscito dell’11 e 12 marzo 1860, quello che – come ricorda Davide Gnola nel libro “Cesenatico nella storia” – sancì l’ingresso delle ex Legazioni di Bologna e della Romagna nel Regno di Sardegna, il nucleo da cui nascerà il Regno d’Italia l’anno successivo.

Ma che cos’era, in concreto, questo “plebiscito”? Non un referendum come li intendiamo oggi, con campagne elettorali, dibattiti in tv e voto davvero universale. Era piuttosto un passaggio politico decisivo: mettere nero su bianco, con una consultazione popolare, che la Romagna – uscita dall’orbita dello Stato della Chiesa – voleva legarsi al progetto piemontese guidato da Vittorio Emanuele II.

I numeri complessivi delle Romagne colpiscono ancora adesso: oltre 203 mila votanti, con un risultato quasi totale per l’annessione (202.659 favorevoli contro 254 contrari).
Una valanga di “sì” che, letta con gli occhi di oggi, sembra persino irreale. E infatti quei dati vanno capiti nel loro contesto tra pressioni sociali, clima patriottico e soprattutto astensioni di chi non si riconosceva nella scelta o diffidava del nuovo corso.

E “da noi”? Un dato molto utile arriva da Cesena, allora il principale riferimento dell’area: secondo una ricostruzione giornalistica basata sulle cronache del tempo, su 6.759 votanti i favorevoli furono 6.737.
È un risultato che racconta più di mille parole: non perché tutti fossero entusiasti dei Savoia, ma perché molti videro nell’annessione il modo più rapido per chiudere con il potere pontificio e agganciarsi a un’idea nuova di Stato.

Per Cesenatico, il plebiscito fu soprattutto una svolta di identità: dopo l’autonomia amministrativa faticosamente conquistata da Cesena nell’Ottocento, arrivava anche la rottura con “l’altra” secolare dipendenza, quella da Roma. E nel libro di Gnola si evidenzia che l’annessione non spense affatto le tensioni: la politica, da cospirazione, entrò nella vita quotidiana, tra movimenti e partiti, con una comunità descritta come “tutt’altro che quieta”.

Insomma: quel voto non fu solo una formalità. Fu l’inizio pratico dell’Italia moderna anche per la nostra costa.

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