A 1700 anni dal Concilio di Nicea (325 d.C.), la comunità di Cesenatico propone una serata per capire cosa accadde davvero quando l’imperatore Costantino convocò a confronto vescovi provenienti da tutto l’impero.
Da quella assemblea nacque il Simbolo niceno, risposta autorevole alla crisi ariana che metteva in dubbio la piena divinità di Gesù. La parola chiave fu homoousios: il Figlio è “della stessa sostanza” del Padre. Non un dettaglio teologico per specialisti, ma il cuore della fede cristiana e della sua immagine di Dio: un Dio che si fa vicino, entra nella storia e salva perché è veramente Dio e veramente uomo.
Nicea fissò anche criteri comuni per la data della Pasqua e varò canoni disciplinari, inaugurando il modello del concilio ecumenico come luogo di discernimento comunitario. Per questo, ogni volta che nella liturgia recitiamo il Credo, riecheggia la voce di quella lontana assemblea.
A guidare l’incontro sarà Leonardo Lugaresi, patrista e curatore della mostra del Meeting “Luce da luce: Nicea 1700 anni dopo”, capace di intrecciare fonti antiche e domande attuali: che cosa significa oggi confessare Cristo “Dio da Dio”? Come custodire l’unità della fede in tempi di pluralismo? Quale spazio hanno il dibattito, la carità e la verità nella vita ecclesiale?
L’appuntamento è per questa sera – mercoledì 26 novembre – ore 21, nella chiesa parrocchiale di S. Giacomo (Porto Canale – Cesenatico). Un’occasione per credenti, curiosi e studenti di storia: perché comprendere Nicea aiuta a capire noi stessi e il nostro modo di pensare Dio, l’uomo e la comunità. Informazioni: 320 747 8284 (solo WhatsApp). Evento promosso da Parrocchia S. Giacomo Apostolo con Il Gabbiano, Il Trabaccolo e Il Tralcio.
