22 Settembre, 2026 Cesenatico

A Casa Moretti l’arte ferita e luminosa di Greta Pirri

A volte una mostra non si limita a esporre opere: costruisce un varco. È ciò che accade a Casa Moretti, a Cesenatico, dove fino al 24 maggio prende forma D’AMORE e DANNO, progetto di Greta Pirri curato da Francesca Caldari. Più che una tradizionale esposizione di pittura, l’allestimento si presenta come un “attraversamento dell’esperienza interiore”, un itinerario in cui immagini e parole si chiamano, si rispondono, si “feriscono” e si curano a vicenda.

La mostra riunisce una trentina di lavori, molti dei quali inediti, realizzati tra il 2014 e il 2026. Tele, acquerelli, terrecotte, pagine poetiche e quaderni di appunti compongono un organismo unitario, coerente, dove la doppia natura dell’artista – pittrice e poetessa – non conosce separazioni. In Pirri, infatti, la parola sembra nascere dallo stesso gesto che guida il colore; e il colore, a sua volta, trattiene una vibrazione narrativa, una memoria, una voce.

Il titolo riprende quello del volume di poesie e aforismi pubblicato nel 2023, scritto tra il 2014 e il 2022, e mette subito al centro il nucleo della ricerca: l’amore osservato a partire dalla ferita, dal danno affettivo, da ciò che resta inciso nella memoria e continua ad agire nelle relazioni successive. 

Non c’è compiacimento nel dolore, ma una paziente e severa ricognizione dell’anima. Le opere di Pirri sembrano infatti interrogare il modo in cui gli affetti modellano l’identità, incidono il corpo, trasformano lo spazio interiore.

A dominare è il colore, vivo, acceso, talvolta quasi violento. Ma dietro la sua evidenza affiorano volti incompiuti, malinconie, frammenti di versi, presenze appena trattenute. È come se la superficie luminosa custodisse una tensione più profonda: la distanza tra ciò che si mostra e ciò che si tace. Al centro emerge così il corpo come “architettura emotiva”, struttura invisibile fatta di incontri, abbandoni, desideri, mancanze.

Nella cornice appartata e letteraria di Casa Moretti, questa ricerca trova un luogo particolarmente felice. Le stanze della casa sembrano accogliere non solo una mostra, ma una confessione sorvegliata, una geografia sentimentale che si fa forma. E proprio qui sta la forza di Greta Pirri: nel trasformare le cicatrici in linguaggio, il vissuto in segno, l’inquietudine in una possibilità di conoscenza.

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