Caccia aperta alle nutrie per i prossimi due anni. È quanto prevede la convenzione approvata dal Comune di Cesena con l’Ambito territoriale di caccia Fo2, che affida ai cacciatori il compito di contenere la popolazione di Myocastor coypus sul territorio comunale. Una scelta netta, dai contorni crudi, che probabilmente susciterà reazioni accese da parte di associazioni animaliste e cittadini sensibili al benessere degli animali.
Alla base del provvedimento, licenziato dagli uffici del settore Ambiente e Tutela del territorio di Palazzo Albornoz, c’è la valutazione che la presenza incontrollata delle nutrie rappresenti un “grave pericolo”.
Il documento individua tre criticità principali. La prima è il rischio idraulico: le tane scavate lungo argini e sponde indeboliscono le strutture dei corsi d’acqua, aumentando la vulnerabilità del sistema in caso di piene. La seconda riguarda la sicurezza stradale: sempre più spesso questi roditori attraversano improvvisamente le carreggiate, non solo in periferia ma anche nelle zone prossime al centro urbano, provocando sinistri stradali. Terzo elemento, i danni alle produzioni agricole, con campi e colture compromessi dal passaggio e dall’alimentazione degli animali.
Per il biennio 2026-2027 il Comune riconoscerà all’Atc Fo2 un contributo di 1.500 euro all’anno per svolgere “interventi mirati per ridurre la specie Myocastor coypus e limitare i danni da essa provocati”. La convenzione assegna ai cacciatori tre compiti principali.
Il primo è la cattura tramite gabbie-trappola numerate e codificate, fornite dal Comune e posizionate in punti sensibili, con l’utilizzo di esche alimentari per attirare gli animali. Il secondo è la fase più cruenta: l’abbattimento delle nutrie catturate con armi da fuoco, “nei termini consentiti dalla normativa vigente”, e il successivo smaltimento delle carcasse. Terzo ambito di intervento, la rimozione e lo smaltimento degli animali rinvenuti già morti in prossimità di torrenti, fossati e corsi d’acqua.
Nel testo si specifica che dovrà essere data priorità alla cattura tramite gabbie-trappola, scelta legata anche alle segnalazioni di nutrie avvistate in centro storico e all’interno dei centri abitati. Proprio questa presenza così ravvicinata alle aree residenziali, unita ai rischi idrogeologici e ai danni alle campagne, è addotta dall’Amministrazione come giustificazione della misura drastica.
Resta però aperto il fronte del confronto pubblico: tra esigenze di sicurezza e tutela del territorio da un lato e sensibilità verso gli animali dall’altro, il piano nutrie di Cesena si annuncia come uno dei temi destinati a far discutere la città nei prossimi mesi.