C’è un luogo, a Cesenatico, in cui Halloween non è solo un passaggio di maschere e caramelle ma un rito comunitario che coinvolge tutti: Bagnarola. Qui, appena spenta l’ultima eco dell’estate, i residenti si mettono all’opera.
Si progettano scenografie, si costruiscono zucche luminose, si appendono fantasmi che sussurrano al vento; vampiri, ragnatele e lapidi di cartone spuntano in giardini e balconi. C’è chi investe migliaia di euro per rendere la propria casa un’attrazione, perché a Bagnarola si vota la “più bella”: un gioco serio, che alimenta creatività e sana competizione.
Ieri, dalle prime ore del pomeriggio, la fiumana di persone ha riempito le strade: famiglie, ragazzi, nonni con i nipoti, tutti a “santificare” il rito pagano tra brividi e risate.
Si bussa porta a porta, si entra nei cortili, si attraversano cunicoli di fumo e luci stroboscopiche; ogni cancello è un invito, ogni soglia una piccola scena.
La festa è nata dal basso, senza regie calate dall’alto: i vicini si coordinano, condividono materiali, prestano manodopera, offrono dolci e bevande ai piccoli mostri di passaggio. Il gusto dell’orrido diventa linguaggio comune e occasione di socialità: ci si conosce, ci si ferma a parlare, si stringono nuove amicizie.
In nessun altro quartiere di Cesenatico – e forse in tutta la Romagna – Halloween ha attecchito con tanta forza. Bagnarola dimostra che, quando una comunità fa squadra, anche una notte di paure può trasformarsi nella festa più accogliente dell’anno.





















