In romagnolo “ti amo” non si dice. E non perché manchi il sentimento, ma perché l’amore, da queste parti, preferisce la concretezza alle dichiarazioni altisonanti.
Si dice “A t’vòi bén”: poche parole, calde, quotidiane, capaci di contenere affetto, rispetto, ironia e complicità. È da questa idea che nasce la serata di San Valentino in dialetto in programma domani – sabato 14 febbraio – alle 20.30 al Palazzo del Turismo di Gatteo Mare, un appuntamento che unisce cuore e sorriso.
“A mòl int e’ dialèt par dì ‘At vòi bén” è un viaggio tra relazioni, coppia e dinamiche uomo-donna raccontate con la lingua di casa: poesie, monologhi, barzellette e zirudèle si intrecciano per mostrare come il romagnolo sappia essere romantico senza diventare melenso, diretto senza perdere profondità. Sul palco voci diverse, provenienti da varie zone della Romagna, daranno vita a un mosaico di storie e sfumature linguistiche, coordinate da Manuela Gori (nella foto).
A fare da filo musicale, la fisarmonica di Luca Casadei, che accompagnerà i versi e i racconti, creando quell’atmosfera sospesa tra nostalgia e allegria tipica delle veglie romagnole. L’obiettivo è chiaro: valorizzare il dialetto come patrimonio vivo, capace di parlare ancora d’amore, oggi.
La serata ha anche un cuore solidale: saranno raccolte donazioni libere a favore di un’associazione impegnata nel sostegno ai bambini. Perché, in fondo, “voler bene” in Romagna significa anche questo: stare insieme, condividere, e non lasciare indietro nessuno.