Lo scontro politico tra la giunta di Gatteo, guidata dal sindaco Roberto Pari, e l’opposizione della lista di centrosinistra “Gatteo Cambia” non accenna a placarsi. Dopo l’ultimo Consiglio comunale – quando la capogruppo di minoranza Moira Pedrelli e i consiglieri presenti hanno abbandonato l’aula in segno di protesta, venendo poi formalmente espulsi dal vicesindaco Casadei – la distanza tra maggioranza e opposizione si è ulteriormente dilatata.
Al centro del nuovo braccio di ferro c’è la procedura di accesso agli atti comunali. Dopo quella seduta, infatti, la giunta ha modificato l’iter con cui i consiglieri possono richiedere ed ottenere informazioni e documenti dagli uffici tecnici, strumenti indispensabili per esercitare il ruolo di controllo – e, se necessario, di critica – sull’operato amministrativo. Un controllo che, con l’approssimarsi della campagna elettorale di primavera, si è fatto via via più serrato.
“Quello che è accaduto in queste ultime settimane – spiega Moira Pedrelli – è molto grave e desidero che la comunità gattese ne sia informata. Il 7 novembre ricevo una mail dal sindaco Roberto Pari in cui si stabilisce che, d’ora in poi, i consiglieri comunali, per accedere alle informazioni e ai documenti pubblici presenti negli uffici, dovranno presentare una richiesta scritta indicando l’argomento da approfondire. Solo dopo verrà fissato un appuntamento per visionare gli atti, entro 30 giorni. Il giorno successivo invio una PEC ai consiglieri e al sindaco in cui preciso che questa procedura non è regolare: viola l’articolo 43 del Testo Unico, lo Statuto e il Regolamento comunale. Inoltre il sindaco, a mio avviso, non ha i poteri per introdurre un simile cambiamento. Alla mail allego anche alcune sentenze del TAR che confermano l’irregolarità del provvedimento e invito il sindaco a ritirarlo. Non ricevo alcuna risposta. Pochi giorni dopo – prosegue la consigliera del Partito Democratico – incontrando il vicesindaco Deniel Casadei, mi viene confermato che l’amministrazione non intende revocare la decisione perché, secondo loro, non limita il diritto dei consiglieri di accedere alle informazioni pubbliche. Ma se per ottenere quei documenti devo aspettare 30 giorni, come posso svolgere il mio ruolo di controllo e di critica politica in Consiglio? Dovrei intervenire nella seduta successiva, sentendomi poi dire che le mie obiezioni non sono all’ordine del giorno, perché riguardavano il mese precedente? Per questo ho predisposto l’invio, per domani (oggi, ndr) di una lettera al Prefetto e al Difensore civico regionale per segnalare e denunciare quella che ritengo una situazione illegittima. Non è la prima volta che, negli ultimi mesi, siamo costretti a rivolgerci al Prefetto – conclude – siamo molto preoccupati”.
La Voce Romagnola