7 Novembre, 2026 Cesenatico

Acque “eccellenti”, balneazioni vietate: il paradosso dei nuovi dati Arpae

È stata pubblicata ieri da Arpae la classificazione della qualità delle acque marine elaborata dal Ministero della Salute, sulla base dei prelievi effettuati nelle ultime quattro stagioni balneari (dal 2022 al 2025). 

I campionamenti, programmati tra maggio e settembre, hanno interessato l’intero tratto dei 107 chilometri di costa balneabile e sono stati, in media, uno al mese per ciascuna acqua di balneazione. I parametri batteriologici monitorati sono due, Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, considerati tra i migliori indicatori di contaminazione fecale.

Nell’estate 2025 sono stati effettuati complessivamente 658 prelievi, con l’obiettivo di tutelare la salute dei bagnanti. Su 98 punti di monitoraggio previsti lungo la riviera adriatica, 82 hanno ottenuto la classificazione “Eccellente”, 15 “Buona” e uno soltanto “Sufficiente”. È utile ricordare che la categoria “Eccellente” costituisce un requisito preliminare per la candidatura alla Bandiera Blu: solo con questo livello, infatti, le amministrazioni comunali possono partecipare alla selezione per l’ottenimento del vessillo, spesso percepito come attestazione di elevati standard ambientali.

Il report relativo alla scorsa stagione balneare, tuttavia, mette in luce una contraddizione che merita attenzione. Gli sforamenti dei limiti di legge rilevati dai prelievi programmati e da quelli aggiuntivi, e le conseguenti chiusure temporanee della balneazione, sono stati 40. 

A questo dato vanno però aggiunte le interdizioni automatiche della durata di 18 ore previste dalle misure preventive adottate da alcuni Comuni, che scattano in occasione dell’apertura degli scolmatori fognari dopo piogge abbondanti. Nel 2025 le ordinanze sindacali hanno disposto 60 chiusure nei nove specchi d’acqua di Rimini, 17 nei tre specchi di Riccione e 27 nei tre specchi del Comune di Cattolica, mentre a Cesenatico non se ne sono registrate. 

Nel complesso si tratta di 104 divieti di balneazione adottati per precauzione sanitaria in seguito a potenziali sversamenti in mare provenienti da fiumi o canali, attivati quando l’aumento delle portate impone l’uso degli scolmatori. Sommando le chiusure per sforamenti rilevati e quelle preventive legate agli scolmatori, il totale delle interdizioni temporanee lungo la costa romagnola nell’estate 2025 arriva quindi a 144, un numero che, per dimensioni e ricorrenza, impone una riflessione.

Nel dettaglio delle classificazioni, l’unica acqua balneabile giudicata “Sufficiente”, per il terzo anno consecutivo, è Spiaggina punto A, nel territorio di Goro. Gli specchi d’acqua di Cervia, Milano Marittima e Pinarella risultano tutti “Eccellenti”, così come le otto acque balneabili di Cesenatico, con l’eccezione di Porto Canale Sud, declassato a “Buona”. Restano “Eccellenti” anche i due specchi d’acqua di Gatteo, confermando la qualità degli ultimi quattro anni. Migliora invece lo specchio denominato Savignano, a sud della foce del Rubicone, che passa da “Sufficiente” a “Buona”, mentre San Mauro Mare Nord viene declassata a “Buona”. A Bellaria, infine, su cinque specchi d’acqua solo due risultano “Eccellenti”, mentre gli altri tre restano stabilmente attestati su una qualità “Buona” da tre o quattro anni.

La situazione più problematica sul piano degli eventi registrati durante la stagione si osserva però a Rimini: qui si contano nove sforamenti dei limiti rilevati dai prelievi di routine e ben 60 chiusure della balneazione per 18 ore disposte dal sindaco a seguito dell’apertura degli scolmatori e del conseguente possibile riversamento in mare di reflui fognari. Eppure, proprio perché la procedura di classificazione considera esclusivamente i risultati delle analisi programmate e non le chiusure preventive, 14 delle 17 acque di balneazione riminesi risultano comunque “Eccellenti” e le restanti tre “Buone”. Lo stesso meccanismo si riscontra a Riccione: nonostante le 17 interdizioni estive legate alle ordinanze sindacali, tutte le otto acque di balneazione vengono classificate “Eccellenti”.

Il caso più clamoroso è quello di Cattolica. Lo specchio d’acqua denominato Cattolica Torrente Ventena ha fatto registrare lo sforamento più elevato dell’intera costa, con valori di Escherichia coli superiori ai limiti di legge di quasi cinquanta volte. Ai sei sforamenti rilevati dalle analisi di routine si aggiungono poi 27 chiusure preventive, avvenute in soli tre specchi d’acqua, di cui 21 concentrate nello specchio denominato Cattolica Viale Fiume. Ed è qui che il paradosso diventa evidente: nonostante l’elevatissimo numero di interdizioni, Cattolica Viale Fiume risulta comunque classificata “Eccellente”, perché le chiusure automatiche dovute all’apertura degli scolmatori non incidono sulla valutazione della qualità. Le altre quattro acque cattolichine, invece, risultano di qualità “Buona”.

Ne emerge un quadro a due velocità, in cui le valutazioni ufficiali, spesso molto elevate, convivono con un numero rilevante di divieti di balneazione che incidono sulla fruibilità reale del mare durante la stagione. Se l’obiettivo dei prelievi è la tutela dei bagnanti, la distanza tra classificazione e interdizioni preventive pone una domanda inevitabile: quanto la qualità “certificata” riesce davvero a rappresentare, per chi frequenta le spiagge, la continuità e l’affidabilità della balneazione?

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