Cesenatico saluta idealmente Bruna Alessandri, donna discreta e tenace che negli anni ’70 trascorse qui diverse estati lavorando nelle colonie. Aveva 88 anni ed è scomparsa nei giorni scorsi a Sospiro (Cremona), dove viveva dal 1956.
Eppure, tra le pieghe della sua lunga vita, c’è anche un frammento di Riviera che merita di essere ricordato: quello delle stagioni estive passate a fare assistenza ai ragazzi in colonia, quando Cesenatico era ancora uno dei cuori pulsanti di quell’accoglienza fatta di camerate, refettori e giornate al mare.
La sua storia comincia molto lontano. Bruna arrivò in Italia nel 1941 su una nave proveniente da Zara con bambini superstiti di guerra. Non venne mai adottata e trascorse anni in orfanotrofio, in provincia di Ancona. A 18 anni fu accolta alla Fondazione Sospiro: senza documenti, le vennero attribuiti nome, cognome e data di nascita. Da allora, per quasi settant’anni, quel luogo divenne la sua casa, pur non avendo disabilità.
In Istituto fu a lungo un punto di equilibrio, riferimento della casa-famiglia femminile fino al 2002. Ma non si è mai considerata “un’ospite”: aveva un carattere vivace, un’ironia pronta, e la capacità di farsi ascoltare quando intuiva un’ingiustizia. Proprio il lavoro a Cesenatico – ricordano dalla Fondazione –-le permise di mettere da parte qualche risparmio e comprarsi beni personali, come armadi, cassettoni e perfino un frigorifero di cui andava fiera: segni concreti di autonomia, conquistata con fatica.
Generosa e profondamente religiosa, per decenni si prese cura anche della chiesa della Fondazione, tra pulizie, paramenti e preghiere. A chi la incontrava offriva un caffè e una parola gentile.
Oggi, nel ricordarla, Cesenatico può riconoscere in Bruna una di quelle figure silenziose che hanno fatto funzionare, con dedizione, un pezzo di comunità. E che, pur passando in punta di piedi, lasciano tracce che non si cancellano.