In questi giorni la comunità artistica romagnola ricorda il pittore cesenate fondatore dell’Accademia Romagna scomparso nei giorni scorsi. Nella nostra città, dove la sua scuola ha esposto più volte, restano tracce vive del suo insegnamento
È raro incontrare artisti che misurano il proprio successo non con i vernissage, ma con il silenzio operoso dell’aula. Claudio Lasagni apparteneva a questa specie preziosa: pittore, ma soprattutto educatore, ha fatto dell’Accademia Romagna – fondata nel 1987 – un approdo dove generazioni di allievi hanno imparato a guardare prima di dipingere, a mescolare il colore come si mescola una storia, a riconoscere la pazienza come tecnica. Nei corridoi della sede di via Savio a Cesena, la didattica era una forma di artigianato condiviso: grafite, olio, acquerello, con la stessa dignità del gesto quotidiano.
Il suo nome corre anche lungo la costa. A Cesenatico, la Galleria Comunale d’Arte “Leonardo da Vinci” ha ospitato una grande collettiva dell’Accademia: un passaggio che non fu solo espositivo, ma “di metodo”, perché mise in scena la grammatica di Lasagni: studio come comunità, mostra come tappa del percorso, pubblico come interlocutore.
In quei giorni d’inverno, tra reti di porto e cornici fresche di vernice, Cesenatico scoprì un laboratorio a cielo aperto, in cui la città di mare diventava complice dello sguardo.

Molti suoi allievi hanno poi portato opere e ricerche proprio a Cesenatico, segnando una continuità che racconta meglio di ogni biografia l’impronta del maestro: la pittura come relazione, la mostra come restituzione alla comunità. L’Accademia, del resto, resta un organismo vivo: corsi, collettive, discipline che dialogano. È l’eredità più concreta di Lasagni, fatta di mani che imparano e di occhi che insistono.
Greta Pirri, che cita Lasagni come suo maestro, ha esposto proprio alla Galleria “Leonardo da Vinci” dal 6 aprile al 12 maggio 2024 con La Fragilità è Cosa Sacra (evento promosso dal Comune di Cesenatico), mentre Barbara Pascucci, formatasi all’Accademia Romagna “sotto l’insegnamento del maestro Claudio Lasagni”, è stata protagonista di una rassegna sul lungomare di Cesenatico (giugno 2025).
Nel saluto di questi giorni, il ritratto che emerge è quello di un “maestro di bottega” contemporaneo: mai geloso dei segreti del mestiere, tenace nel ricordare che ogni quadro nasce da un esercizio di attenzione. A chi lo ha incontrato resta un invito semplice e severo: continuare a dipingere il vero, anche quando costa tempo; continuare a esporre dove la gente passa davvero; continuare a fare scuola, perché l’arte – senza un tavolo, una luce giusta e qualcuno che ti dica “riprova” – si sfibra.