È morto Gianluigi Armaroli, per decenni voce del Tg5 in Emilia-Romagna. La notizia è stata data in diretta dal telegiornale di Canale 5. Aveva 77 anni, compiuti lo scorso novembre, ed era considerato un corrispondente affidabile e riconoscibile, capace di unire chiarezza e attenzione al territorio.
Il suo nome resta legato anche alla fase iniziale del Tg5 guidato da Enrico Mentana: un periodo in cui l’informazione televisiva cambiava ritmo e linguaggio, e in cui Armaroli contribuì a costruire un racconto “dal campo”, con cronache asciutte ma sempre documentate.
Nato a Bologna nel 1948, aveva un percorso poco comune: laurea all’Accademia di Belle Arti (scenografia) e poi studi di recitazione all’Accademia Antoniana. Prima del giornalismo arrivano esperienze da attore radiofonico e televisivo in Rai, che gli lasciano cura della parola e misura nei toni. In seguito passa alle emittenti private e approda a Mediaset, dove si afferma come cronista e inviato.
Dalle città e dalle province emiliane ha seguito per oltre vent’anni i principali avvenimenti: cronaca, politica, giustizia, emergenze e cambiamenti sociali. Negli ultimi tempi aveva raccontato anche le alluvioni, dando spazio alle storie delle comunità colpite e alle risposte delle istituzioni.
I colleghi lo ricordano per rigore e garbo umano. Cordoglio anche dalla Regione Emilia-Romagna: il presidente Michele de Pascale, a nome della Giunta, parla di una perdita che rattrista profondamente, ricordando non solo il giornalista, ma la persona “garbata ed elegante”. Un’eredità, aggiunge, che può continuare a ispirare le nuove generazioni.