Il ciclismo romagnolo perde una delle sue voci più autentiche, forse una delle ultime capaci di raccontare le corse di provincia con lo stesso rispetto riservato alle grandi tappe del Giro. Si è spento all’età di 93 anni Luciano Draghi, storico giornalista di VGA Telerimini e figura amatissima dagli appassionati delle due ruote.
Nato a Maciano, in provincia di Pesaro Urbino, il 18 aprile 1933, Draghi aveva iniziato a collaborare con l’emittente riminese nel 1983. Due anni più tardi, nel 1985, ideò “Ultimo Kilometro”, trasmissione diventata nel tempo un punto di riferimento per il ciclismo dilettantistico dell’Emilia-Romagna e delle Marche.
Con la sua telecamera ha percorso per decenni le strade della Romagna, seguendo arrivi, partenze, volate, salite, interviste improvvisate e sogni di ragazzi che correvano spesso lontano dai riflettori. Il suo era un giornalismo essenziale, diretto, fatto di presenza e passione: arrivava dove il grande racconto sportivo non arrivava ancora.
Per questo il suo nome resta legato anche alla memoria di Marco Pantani. Draghi fu tra i primi a raccontare le gesta del giovane corridore cesenaticense, quando il Pirata non era ancora il campione capace di infiammare l’Italia, ma un ragazzo di talento che sulle strade romagnole faceva già intravedere qualcosa di speciale. Ne seguì i primi successi, ne raccolse immagini e parole, contribuendo a costruire quella memoria sportiva che oggi ha il valore raro delle testimonianze di origine.
In quelle riprese c’era il Pantani prima del mito: il ragazzo minuto, determinato, capace di far saltare la corsa appena la strada cominciava a salire. Draghi seppe riconoscere presto quella scintilla e raccontarla con il linguaggio semplice di chi conosceva davvero il ciclismo, le sue fatiche e la sua poesia.
“Ultimo Kilometro” non fu soltanto una trasmissione televisiva, ma un grande archivio popolare del ciclismo giovanile italiano. Per oltre trent’anni documentò risultati, volti, squadre, tecnici, famiglie e dirigenti, dando dignità mediatica a un movimento spesso invisibile.
Con Luciano Draghi se ne va un cronista appassionato, ma soprattutto un uomo che seppe raccontare i campioni quando erano ancora ragazzi. Anche per questo, nel romanzo sportivo di Marco Pantani, la sua voce resterà tra le prime ad averne intuito la grandezza.