Giulia Nicolini – più nota sul porto come “Marisa” – non era soltanto la moglie di Federico Cortesi, “e’ Tuscanin”, uno degli ultimi uomini di mare della vecchia Cesenatico. Era, a suo modo, una figura che raccontava un mondo intero. Un mondo fatto di case affacciate sul porto, di famiglie abituate ad aspettare, di donne forti senza bisogno di proclami. Donne che non andavano per mare, ma che del mare conoscevano tutto: l’umore, i pericoli, i ritardi, le paure. Donne che reggevano la casa, i figli, i conti e spesso anche l’anima stessa della comunità.
Marisa, scomparsa l’8 aprile a 87 anni, apparteneva a questa stirpe antica e tenace. Casalinga, madre di due figli, donna del quartiere della Valona, era una di quelle cesenaticensi che hanno tenuto insieme la vita quotidiana mentre gli uomini affrontavano il lavoro duro dell’acqua e del vento.
Nella Cesenatico delle vele al terzo, quando le barche si riconoscevano da lontano dai simboli delle famiglie dipinti sulle vele, a terra restavano gli occhi delle donne: occhi puntati all’orizzonte, occhi di attesa, di preghiera, di speranza. Ancora oggi Piazza Spose dei Marinai ricorda proprio loro, le mogli e le madri che scrutavano il mare aspettando il ritorno dei propri cari.

Marisa, salutata per l’ultima volta sabato scorso, era una di quelle donne lì. Non un’immagine generica, non una figura da cartolina, ma una presenza concreta. Una che si dava da fare davvero. Quando arrivava la Festa della Valona, andava porta a porta a raccogliere i soldi, mettendosi al servizio del quartiere con quella naturalezza operosa che apparteneva alle donne di una volta. E poi c’era la Festa del Pesce, la partecipazione finché le forze glielo hanno consentito, il senso di appartenenza a una comunità che non era folclore, ma vita vissuta.
Con lei se ne va un altro frammento di quella Cesenatico dove, nelle famiglie dei pescatori, le donne avevano un’autorità silenziosa ma fortissima: un vero matriarcato domestico e morale, fatto di sacrificio, dignità e responsabilità. Federico “Tuscanin”, scomparso nei mesi scorsi, era stato ricordato come una figura storica della marineria cittadina. Marisa ne era il naturale contrappunto sulla terraferma: la custode della casa, della memoria, dei legami, delle consuetudini del borgo marinaro.
Ricordarla oggi significa allora rendere omaggio non soltanto ad una persona cara, ma anche a una categoria umana che ha fatto grande Cesenatico: le donne dei pescatori. Donne capaci di attendere e di agire, di preoccuparsi e di resistere, di tenere in piedi la famiglia e la comunità. Marisa Cortesi è stata una di loro. E per questo il suo ricordo parla ancora a tutta la città.




