Cesenatico vive di ospitalità diffusa. Negli ultimi anni, accanto agli alberghi storici, gli affitti brevi hanno colonizzato case vacanza e piccoli appartamenti vicino al Porto Canale, a due passi dalla spiaggia o nelle vie interne dove i prezzi sono più accessibili.
La salita dell’aliquota al 26% per i contratti conclusi tramite piattaforme digitali mette però in discussione l’equilibrio raggiunto: per i proprietari che affidano la gestione a Airbnb o Booking l’imposta salirebbe di cinque punti, a fronte di costi fissi (pulizie, utenze, manutenzioni, commissioni) che non si possono dedurre. Il rischio? Rinunciare alla stagione o spostarsi su canali meno tracciati.
Nel breve periodo, operatori e agenzie del litorale temono un doppio effetto. Da un lato, compressione dell’offerta: molti micro-host (famiglie che affittano il bilocale ereditato o il trilocale usato d’inverno) potrebbero tirare il freno. Dall’altro, un incremento dei canoni in alta stagione per compensare il maggior prelievo, con impatto su famiglie e gruppi che scelgono la Riviera per settimane “smart” tra mare e ciclismo nell’entroterra.