22 Settembre, 2026 Cesenatico

Affitti brevi, il Fisco accende i fari sulla Riviera romagnola

La Riviera romagnola potrebbe presto finire nel mirino dei controlli fiscali sugli affitti brevi. La notizia arriva dalle pagine del Sole 24 Ore, che nell’edizione di ieri ha dedicato un ampio approfondimento all’attività dell’Agenzia delle Entrate contro l’evasione nel settore delle locazioni turistiche. Secondo il quotidiano economico, sono oltre 32mila le posizioni di proprietari di immobili finite sotto la lente del Fisco, a fronte di circa 500mila appartamenti destinati agli affitti brevi in tutta Italia. Nel 2025 sono già stati avviati 2.216 accertamenti e 377 ravvedimenti operosi.

Numeri nazionali che interessano inevitabilmente anche la Riviera romagnola, una delle aree turistiche più importanti del Paese, dove negli ultimi anni gli appartamenti affittati per pochi giorni o poche settimane attraverso le piattaforme online sono aumentati in maniera significativa.

Il punto non è mettere sotto accusa un settore che rappresenta una risorsa economica importante per migliaia di famiglie e che contribuisce ad ampliare l’offerta ricettiva. La questione riguarda piuttosto il rispetto delle regole. Mentre alberghi, residence, campeggi e strutture extralberghiere operano all’interno di un quadro normativo ben definito, anche gli affitti brevi devono garantire trasparenza fiscale e amministrativa.

I controlli verranno effettuati incrociando diverse banche dati: le comunicazioni degli ospiti alle Questure, il Codice Identificativo Nazionale (CIN), i versamenti dell’imposta di soggiorno, i dati trasmessi dalle piattaforme di intermediazione e le dichiarazioni dei redditi. Quando emergono incongruenze, scattano gli approfondimenti.

Per località come Rimini, Riccione, Cesenatico, Cervia, Milano Marittima, Bellaria-Igea Marina e le altre destinazioni della costa romagnola, dove il turismo rappresenta il principale motore economico, il tema assume un’importanza ancora maggiore. Ogni posto letto genera ricadute sul territorio, sulla concorrenza tra operatori e sulle entrate dei Comuni attraverso l’imposta di soggiorno.

Nei prossimi mesi i controlli potrebbero diventare ancora più efficaci grazie alle nuove informazioni che le piattaforme saranno tenute a trasmettere, come il numero dei pernottamenti, gli ospiti, il Paese di provenienza e il codice identificativo dell’immobile. Una mole di dati che consentirà al Fisco di individuare con maggiore facilità eventuali irregolarità.

La Riviera romagnola, proprio per l’elevata concentrazione di immobili destinati agli affitti turistici, potrebbe quindi essere uno dei territori maggiormente interessati dalle verifiche. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Redazione

Redazione

La nostra redazione è composta da appassionati di Cesenatico e della sua comunità, che con dedizione e passione si impegnano a raccontare storie, eventi e novità che animano la nostra realtà locale.