22 Settembre, 2026 Cesenatico

La “zdora” di Bagnarola che tiene unita una famiglia intera: Agostina Casalboni compie 90 anni

Novant’anni festeggiati nel luogo di una vita, la casa di via Torri a Bagnarola, lungo il Pisciatello. Agostina Casalboni ha tagliato ieri un traguardo speciale, circondata dall’affetto della sua immensa famiglia: cinque figli, quattordici nipoti, quattro pronipoti, fratelli, parenti e amici. Una festa sobria e piena, come quelle che raccontano più di tante parole il valore di una meravigliosa storia familiare.

A raccontarla è uno dei suoi figli, Damiano Zoffoli, già sindaco di Cesenatico dal 1997 al 2005, poi consigliere regionale ed europarlamentare dal 2015 al 2019. Ma in questa storia la politica resta sullo sfondo. Al centro c’è una madre romagnola, una “zdora” vera, prima di otto figli, nata a San Vittore di Cesena e poi arrivata a Bagnarola dopo il matrimonio con Piero Zoffoli, scomparso sette anni fa.

Un amore, il loro, che continua ancora oggi: sul tavolo di casa c’è la foto del marito, presenza discreta e quotidiana. Anche durante la festa Agostina lo ha ricordato, dicendo che sarebbe stato felice e orgoglioso di vedere tutti riuniti.

Agostina e Piero hanno cresciuto cinque figli: Damiano, Lucia, Adamo, Fabiola ed Elena. Con un piccolo podere di tre ettari e mezzo, coltivato intensamente tra serre, fragole, fagiolini e prodotti stagionali, sono riusciti a dare a tutti una prospettiva, permettendo ai figli di studiare e costruirsi una strada.

Agostina ha lavorato una vita in casa e in campagna, accanto al marito. Oggi la mobilità è più ridotta, si aiuta con il bastone e talvolta con la carrozzina, ma la testa è lucidissima. Segue i telegiornali, soprattutto le notizie locali, parla ancora prevalentemente in dialetto e con il telefono continua a essere il “centralino” della famiglia: sa tutto, chiama, riceve, collega figli, nipoti, parenti e amici.

Le è rimasta fortissima anche la passione per la terra. Non lavora più i campi, oggi dati in affitto, ma segue ancora fiori, gerani e rose, e aspetta la fioritura dei girasoli che circondano la casa.

Il tratto che i figli le riconoscono è la calma. Una donna stabile, mite, mai sopra le righe. “Da lei ho preso i tempi più lenti e la misura”, racconta Damiano. Forse è proprio questa la sua eredità più grande: aver tenuto insieme una famiglia numerosa senza rumore, con pazienza, presenza e amore quotidiano.

Nel giorno dei suoi 90 anni, il regalo più bello era lì davanti a lei: una famiglia ancora compatta, capace di ritrovarsi tutta insieme attorno alla propria radice.

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