Arriva direttamente da Andrea Agostini un primo messaggio rassicurante dopo la caduta in bicicletta (leggi qui) avvenuta nella discesa del Monte Finocchio, nella zona di Sarsina. “Una botta della madonna con la testa, ma il casco ha fatto il suo lavoro”, ha raccontato il dirigente della UAE Team Emirates, confermando la violenza dell’impatto ma anche l’efficacia della protezione utilizzata.
Agostini, trasferito in ospedale per gli accertamenti, avrebbe riportato alcune costole rotte e una ferita alla testa, suturata con alcuni punti. La TAC, secondo quanto emerso, avrebbe escluso conseguenze più gravi. Dopo alcune ore di osservazione, il quadro clinico appare sotto controllo.
Un dettaglio non secondario riguarda proprio la dotazione tecnica. Agostini, in quanto alto dirigente della UAE Team Emirates, pedalava con materiali di livello professionistico, analoghi a quelli in uso ai corridori del team, a partire dal casco MET. Si tratta del marchio italiano che fornisce anche Tadej Pogačar e la formazione emiratina, con modelli sviluppati per il WorldTour.
Il MET Trenta 3K Carbon Mips, nella sua versione più evoluta, è stato sviluppato in collaborazione con Pogačar, UAE Team Emirates e UAE Team ADQ. Si tratta di un casco leggero, molto ventilato, dotato di struttura 3K Carbon Airframe e sistema Mips Air Node, pensato per ridurre le forze rotazionali in caso di impatto.
Nel caso di Agostini, l’immagine del casco danneggiato racconta meglio di molte parole la dinamica della caduta: un impatto forte, assorbito da un dispositivo di altissimo livello. Un grande spavento, dunque, ma anche la conferma di quanto la sicurezza, in bici, passi prima di tutto dalla qualità dell’equipaggiamento.
