A cinque anni dalla scomparsa di Alessandro Venturelli, il suo nome continua a riaffiorare nelle cronache e negli appelli televisivi. Stasera, infatti, dopo un presunto avvistamento a Torino, sua madre sarà protagonista di un collegamento in diretta con la sede di “Chi l’ha visto?”.
E davanti agli schermi ci sarà anche un po’ di Cesenatico che quel nome l’ha sempre guardato con interesse: tra le prime settimane del 2021, in pieno inverno, infatti, arrivarono varie segnalazioni anche dalla nostra riviera.
Un giovane che somiglia ad Alessandro venne avvistato sulla spiaggia di Valverde, nei primi giorni di gennaio. Le notizie corsero sui media locali e sulle pagine che seguivano i casi di persone scomparse, accendendo l’attenzione della comunità.
Nei giorni successivi spuntò un particolare che fece rumore: Raoul Casadei raccontò di aver incontrato quel ragazzo sulla battigia, di averci scambiato qualche parola e di aver riconosciuto, solo dopo, il volto visto nelle foto diffuse da Chi l’ha visto?.
Il tam tam aggiunse dettagli – un libro in mano, coincidente con l’oggetto che la famiglia disse mancare da casa – ma le verifiche non portarono a un riscontro ufficiale. Resta un indizio, significativo per la nostra città, e insieme fragile dal punto di vista investigativo.
La redazione del programma Rai diede spazio al caso, la stampa nazionale riprense l’episodio, ma nessuna delle piste romagnole si trasformò in prova. Anche la madre, negli anni, ricorderà pubblicamente la telefonata della famiglia Casadei, a testimonianza di quanto quel passaggio abbia inciso nel mosaico degli avvistamenti, senza però spostare l’ago della verità. È la dimensione più difficile da accettare: racconti credibili, ma non confermati; speranze accese, poi sospese.
Intanto il caso prosegue tra archiviazioni richieste, opposizioni dei familiari e nuovi avvisi che, oggi, guardano soprattutto lontano dalla Riviera. Le cronache recenti citano segnalazioni concentrate a Torino, un altro capitolo da vagliare con prudenza. Anche qui, come sempre, l’invito resta lo stesso: chiunque riconosca il giovane, contatti subito le forze dell’ordine e fornisca informazioni verificabili. Solo così i tasselli possono diventare fatti.
Per Cesenatico, quella parentesi dell’inverno 2021 non è dunque un dettaglio folkloristico, ma un legame concreto con una storia che ancora cerca luce. Ricordarla con precisione – tempi, luoghi, fonti – è un modo per restare utili e, se possibile, per dare peso alle tracce giuste. Il resto è rispetto: per una famiglia in attesa, per una comunità che non vuole alimentare suggestioni e per un ragazzo che molti continuano a cercare, anche qui, dove il mare d’inverno sa custodire memorie e domande.