21 Settembre, 2026 Cesenatico

Spiagge di ghiaia contro l’erosione? La proposta divide, ma i bagnini di Cesenatico frenano: “Non è la soluzione”


Per difendere la costa dall’avanzare del mare si fa strada l’ipotesi di usare materiali più pesanti della sabbia nei ripascimenti, come ghiaia e ciottoli. Ma il presidente della Cooperativa di Cesenatico boccia l’idea: “Costano di più, sono scomodi e snaturano la spiaggia romagnola”.

La Riviera romagnola del futuro potrebbe essere molto diversa da quella che conosciamo oggi. Non più soltanto sabbia fine, soffice e uniforme, ma in alcuni tratti anche materiali più pesanti come ghiaia, ciottoli e sedimenti più grossolani. È una prospettiva che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata quasi inconcepibile per una delle coste balneari più note d’Italia, eppure il tema comincia a emergere nel dibattito sulla difesa del litorale.

Il motivo è legato all’erosione. Ogni anno il mare sottrae porzioni di spiaggia, le mareggiate assottigliano gli arenili e gli interventi di ripascimento diventano sempre più frequenti e costosi. In questo scenario, l’idea di utilizzare materiali diversi dalla tradizionale sabbia fine nasce da una considerazione tecnica: i sedimenti più grossolani, essendo più pesanti, tendono a resistere meglio alla forza del moto ondoso, vengono spostati con maggiore difficoltà e dunque – almeno in linea teorica – potrebbero offrire una maggiore tenuta della battigia.

Tradotto in pratica, significherebbe immaginare una Riviera dove, almeno in alcuni punti, la spiaggia potrebbe assumere un aspetto più ruvido e meno omogeneo, con una battigia mista fatta non solo di sabbia ma anche di granuli più grossi o piccoli ciottoli arrotondati. Una soluzione che non risponderebbe a criteri estetici, ma a una necessità di adattamento: conservare la linea di costa in un contesto in cui il mare continua ad avanzare.

Ma è davvero una strada percorribile? Per il presidente della Cooperativa Bagnini di Cesenatico, la risposta è netta: no. 

“Come provocazione ci sta e, come ipotesi di scuola, può servire a far partire il dibattito – spiega Simone Battistoni – ma come soluzione reale io non sono d’accordo”. Il primo nodo, secondo il presidente, è economico: “Non è vero che si risparmia. Anzi, in molti casi questi materiali costano più della sabbia. La ghiaia da usare in spiaggia deve essere selezionata, levigata, gradevole anche esteticamente, non puoi certo metterci materiale qualsiasi. E poi pesa molto di più: a incidere tanto è il trasporto e un camion di ghiaia, a parità di volume, consuma più gasolio di uno carico di sabbia”.

Non solo. C’è anche un tema di fruibilità turistica e di resa pratica. “La sabbia resta più comoda, più bella, più adatta a una spiaggia come la nostra che siamo abituati a calpestare a piedi nudi. La ghiaia, o una spiaggia mista, quando ci cammini scalzo è scomodissima. E dal punto di vista estetico, per me, è bruttissima”, dice senza mezzi termini, ricordando anche un’esperienza personale recente nelle Marche, dove ha visto da vicino un litorale ripascito con materiale misto.

Secondo il presidente, inoltre, non è affatto scontato che la ghiaia garantisca una tenuta migliore. “La sabbia, soprattutto quando è bagnata e ha una certa granulometria, tende a compattarsi. La ghiaia invece non si compatta allo stesso modo, quindi non è detto che tenga di più”. 

E c’è un ulteriore aspetto: una volta posato, il materiale tende comunque a muoversi lungo costa. “Tu la metti in un tratto, magari dopo qualche anno te la ritrovi anche altrove, mescolata alla sabbia. E una spiaggia mista, dal mio punto di vista, non è una bella spiaggia”.

La conclusione, quindi, è una bocciatura chiara. “Se mi dicessero di portare la ghiaia, direi di no. Piuttosto continuiamo a fare come abbiamo fatto: mandiamo una nave a prendere sabbia più lontano, magari a decine di chilometri, ne portiamo grandi quantità, costa meno ed è più bella”.

Resta però il dato di fondo: la pressione dell’erosione costringe la Riviera a interrogarsi su soluzioni nuove. E anche un’ipotesi respinta con decisione dagli operatori può diventare utile per aprire una discussione su come difendere, senza snaturarla, una delle immagini più riconoscibili della costa romagnola.

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