Dolore e incredulità anche a Cesenatico per la tragica morte di Matteo Franzoso. Lo sciatore azzurro – scomparso dopo la caduta durante un allenamento a La Parva (Cile) – a metà luglio era qui, tra palestre e sabbia, impegnato in uno stage di preparazione atletica all’Accademia Acrobatica di Cesenatico Ponente, struttura che negli anni ha accolto più volte le rappresentative nazionali dello sci. Erano giorni di lavoro e sorrisi, con il gruppo dei velocisti: test, circuiti, core stability, sedute di prevenzione. Chi lo ha incrociato lo ricorda solare, educato, generoso con tutti.
La notizia della morte ha colpito in profondità la comunità sportiva locale: allenatori, operatori dell’Accademia, volontari e appassionati che a luglio avevano osservato da vicino il suo impegno meticoloso, ma anche la sua contagiosa simpatia.
La tragedia riapre il tema della sicurezza in allenamento anche lontano dalle piste, ricordando che ogni gesto tecnico nasce da programmazioni puntuali e protocolli da rispettare. È il messaggio che da Cesenatico viene rilanciato con forza: ambizione sì, ma con prudenza.
Resta l’immagine di luglio: il mare a pochi passi, il sudore dell’estate che sa di stagione nuova, la determinazione di un atleta che lavorava per tornare più forte. Cesenatico saluta Matteo con lo stesso rispetto con cui lo ha accolto: un abbraccio alla famiglia e ai compagni di squadra e la promessa di custodire quel passaggio come un esempio per i tanti giovani che qui inseguono i propri sogni.