La Oikos di Gatteo, 41 anni di attività e un marchio legato alle vernici a basso impatto, è finita in procedura concordataria con un pesante passivo verso il fisco. Le ragioni, spiegano i dipendenti, non sono solo il crollo del mercato estero — in particolare l’Ucraina — ma anche una gestione finita sotto accusa negli anni della pandemia, nonostante tentativi di rientro concordati con l’Agenzia delle Entrate.
Davanti al rischio di spegnere impianti e competenze, una cinquantina di addetti ha firmato un documento per esplorare la via del workers buyout: rilevare l’azienda e rilanciarla dall’interno, trasformando le indennità di disoccupazione in capitale sociale (tra 10 e 16mila euro ciascuno). Il percorso, seguito da Confcooperative Romagna che ha già maturato esperienze analoghe sul territorio, punta a salvare posti di lavoro e filiera commerciale preservando il know-how costruito in quattro decenni.
La palla passa ora al tribunale, chiamato a valutare il piano dei creditori e l’eventuale proposta dei lavoratori. “Non vogliamo una liquidazione — dicono — ma un futuro produttivo, sostenibile e radicato qui”.
