22 Settembre, 2026 Cesenatico
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Bivacchi e clochard, siamo entrati nella colonia occupata “Leone XIII”

C’è una sorta di reception, ma ad accogliere gli ospiti non c’è nessuno. Ci sono invece materassi sporchi, coperte ammassate, tavoli ancora apparecchiati, bottiglie vuote, vestiti sparsi, una carrozzina abbandonata, camere annerite da un vecchio incendio e decine di reti metalliche accatastate nei corridoi.

L’ex colonia “Leone XIII”, tra viale Amerigo Vespucci e viale Tito Speri, anche quest’anno si prepara a diventare un rifugio di fortuna per chi non ha un tetto. A raccontarlo è il nostro sopralluogo effettuato nei giorni scorsi all’interno dell’edificio, che restituisce l’immagine di uno stabile completamente aperto, accessibile praticamente da chiunque e, soprattutto, già stabilmente abitato.

Secondo quanto rilevato durante la perlustrazione, almeno tre persone vivrebbero h24 all’interno del complesso. Due occuperebbero alcuni locali del blocco principale, mentre una terza avrebbe trovato sistemazione nella dependance. Ci sarebbero anche tracce riconducibili ad altre presenze, ma non è possibile stabilire se siano recenti. I segni più evidenti della presenza attuale sono il cibo fresco, gli effetti personali, alcuni locali chiusi con il lucchetto e diversi giacigli ancora utilizzati.

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Entrare è sorprendentemente semplice. Il cancello sul retro risulta aperto e, una volta superato l’ingresso, ci si ritrova in un grande cortile interno completamente nascosto alla vista. La particolare conformazione della colonia, disposta a ferro di cavallo e circondata da altri soggiorni marini, rende quell’area praticamente invisibile dall’esterno. Un luogo appartato, lontano dagli sguardi, dove chi entra può rimanere indisturbato.

Le fotografie documentano una situazione di degrado impressionante. Ci sono camere trasformate in dormitori improvvisati, montagne di vestiti e scarpe, rifiuti, mobili distrutti, resti di pasti consumati, bottiglie di vino e di birra, vecchi libri, materassi appoggiati ovunque e perfino ambienti devastati dal fuoco, segno di un incendio che ha invaso almeno quattro stanze. Decine di reti da letto e letti metallici sono ancora accatastati nei locali, pronti, volendo, a offrire un riparo a chiunque decida di occupare l’edificio.

Con l’arrivo dell’estate il rischio è che queste presenze aumentino. Non si tratta soltanto di una questione di decoro urbano. La Leone XIII rappresenta un problema di sicurezza, perché è uno stabile pericolante, facilmente accessibile e privo di qualsiasi controllo, ma anche un problema sociale, perché racconta di persone che trovano rifugio in un edificio abbandonato anziché in una struttura dignitosa.

La cartolina di Cesenatico, a poche centinaia di metri dal mare, convive così con uno dei simboli più evidenti dell’abbandono. Un “Grand Hotel” senza stelle, dove gli unici clienti sono il degrado e l’emarginazione.

La VoceRomagnola

Leone XIII, vent’anni di abbandono

La colonia nacque nei primi anni ’50 come “Soggiorno Bresciano Leone XIII” per ospitare i bambini della provincia e della diocesi di Brescia. 

Per decenni la colonia ha rappresentato una presenza familiare sul lungomare di Ponente. Estate dopo estate, migliaia di bambini trascorsero qui le vacanze, facendo della Leone XIII una delle strutture più emblematiche del turismo sociale italiano. 

Nei periodi di maggiore affluenza l’edificio era organizzato per accogliere fino a un migliaio di ospiti per ciascun turno, dimensioni che la collocavano tra le più grandi colonie marine presenti a Cesenatico. 

L’attività terminò nel 2006. Da quel momento l’immobile è rimasto inutilizzato e, come molte colonie di Ponente, iniziò un lungo periodo di degrado e di occupazione da parte di senzatetto. 

Ancora oggi la struttura è frequentata quasi stabilmente da clochard e persone senza fissa dimora che trovano riparo all’interno dell’edificio. Periodicamente le forze dell’ordine intervengono per sgomberare gli occupanti, ma le numerose aperture presenti nella colonia e la posizione isolata dell’immobile rendono di fatto impossibile impedirne il continuo riutilizzo. Così, soprattutto durante l’estate ma anche nei mesi invernali, la Leone XIII torna regolarmente a essere occupata, simbolo di un degrado che si trascina ormai da vent’anni.

Il nostro video

https://youtube.com/watch?si=N_ZIZG5BhkfLTMBa&v=0IHh-jynKYM&feature=youtu.be

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