22 Settembre, 2026 Cesenatico

Anusca, servizi demografici al centro della trasformazione digitale: il ruolo di ISTAT tra censimento e nuove cittadinanze

Si è svolto nei giorni scorsi a Cesenatico il 44esimo convegno nazionale di ANUSCA, l’Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe, intitolato a Paride Gullini e dedicato al tema: “I servizi demografici protagonisti della trasformazione nell’era digitale, tra nuove forme e diritti in evoluzione”. Un appuntamento ormai consolidato, che quest’anno ha messo al centro il rapporto tra innovazione tecnologica, gestione dei dati della popolazione e tutela dei diritti di cittadinanza.

Alle giornate di lavori, tavole rotonde e incontri ha partecipato anche l’ISTAT, presente con uno stand informativo e con l’intervento di Saverio Gazzelloni, direttore centrale per le Statistiche demografiche e Censimento della popolazione e delle abitazioni. Gazzelloni ha illustrato i primi risultati relativi al 2025 e le prospettive per il 2026, soffermandosi in particolare sul nuovo modello di censimento e sulle implicazioni per la revisione delle anagrafi comunali.

Il passaggio da un censimento decennale a uno annuale rappresenta, ha spiegato Gazzelloni, un cambio di paradigma: “Non più una grande operazione straordinaria ogni dieci anni, ma un processo continuo, che richiede tempi e modalità di lavoro diversi”. L’obiettivo è arrivare “ad un conteggio costante e affidabile della popolazione residente”, grazie a un flusso di dati più regolare e a cicli operativi più brevi.

“Il messaggio importante”, ha sottolineato, “è concepire le operazioni di revisione anagrafica come un’attività a regime”. Gli operatori dei comuni saranno chiamati a concentrarsi su queste attività per periodi di 3–4 mesi ogni anno, invece dei due anni e mezzo che erano stati necessari per la revisione collegata al censimento del 2011. Una trasformazione che richiede formazione, strumenti adeguati e una crescente integrazione tra banche dati e piattaforme digitali.

Un altro tema centrale affrontato da ISTAT al convegno riguarda le pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. Giancarlo Gualteri, primo ricercatore dell’istituto, ha presentato i risultati dell’indagine condotta in collaborazione con ANUSCA, collegandoli anche alla recente relazione ISTAT al Parlamento sulla nuova normativa in materia di acquisizioni di cittadinanza.

I dati mostrano come le richieste e le acquisizioni di cittadinanza iure sanguinis siano cresciute in modo significativo negli ultimi anni, fino a diventare un fenomeno definito “veramente imponente”. Questo conferma, ha spiegato Gualteri, la necessità di un intervento normativo “in grado di regolare meglio le procedure, garantendo da un lato i diritti dei richiedenti e dall’altro la sostenibilità organizzativa per gli uffici comunali”.

Sul fondo di tutti gli interventi è rimasto il tema comune del rapporto con la tecnologia. ANUSCA e ISTAT hanno condiviso l’idea che i servizi demografici debbano “tracciare il cammino nel pieno dell’era digitale, verso un futuro da affrontare vivendo i cambiamenti da protagonisti”. Un invito a non subire l’innovazione, ma a guidarla, mettendo al centro qualità dei dati, trasparenza amministrativa e tutela dei diritti di cittadini sempre più mobili e con identità giuridiche e biografiche in evoluzione.

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