“Non vogliamo che le spiagge finiscano in mano solo a grandi gruppi, o a gruppi stranieri. Peggio mi sento”. Rispondendo alla Camera a un’interrogazione sulle concessioni demaniali, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato ieri che il bando tipo sarà adottato entro la fine di marzo: domani, spiega, verrà “bollinato” il decreto Infrastrutture che lo contiene e, con i successivi 30 giorni, si arriverà alla definizione dei criteri puntuali previsti dalla legge Concorrenza.
Sul tavolo: suddivisione in lotti, sostegno a micro e piccole imprese e a quelle giovanili, criteri premiali per chi dimostra esperienza, tutela dell’occupazione e investimenti sul territorio, oltre all’accessibilità per le persone con disabilità. Resta centrale il tema dell’indennizzo, su cui la Commissione europea ha espresso contrarietà: per Salvini serve a evitare “il Far west” e garantire regole certe.
Da Cesenatico, dove il comparto balneare rappresenta una parte decisiva dell’economia turistica, il commento di Simone Battistoni, presidente della cooperativa Stabilimenti Balneari, va oltre lo scontro politico e richiama il merito: “Non dipende solo da Salvini, ma la speranza è che ne esca una cosa corretta che riconosca il nostro lavoro. Perché qui non si tratta solo di soldi, si tratta di lavoro”.
Battistoni insiste sulla specificità del settore: “Non dimentichiamolo: non è soltanto la tutela di piccole aziende private, prevalentemente familiari. È un asset strategico del Paese. Ormai, come Paese, ‘abbiamo venduto anche i cavalletti del letto’: forse un po’ di inversione di tendenza e di tutela di un’economia che non può essere delocalizzata ci sta. Le nostre sono tra le poche imprese del turismo che non puoi portare in Corea o in Vietnam: il lavoro lo dobbiamo fare qui”.
E aggiunge un punto che, a suo dire, viene spesso rimosso: “I proventi rimangono nel Paese. Noi lavoriamo qui e, se guadagniamo qualcosa, lo spendiamo qui. Non per fare il nazionalista: è un fatto”. Quanto agli indennizzi, la posizione è netta: “Il nostro fine non è prendere l’indennizzo: è continuare a fare il nostro lavoro. Ma se siamo obbligati a fare i bandi, serve una tutela e un riconoscimento di quello che è stato fatto”.
Poi l’avvertimento sui rischi pratici: “Salvini parla di ‘scongiurare un Far west’. In effetti abbiamo visto che, dove si è andati ad una nuova assegnazione, i contenziosi sono quasi all’ordine del giorno: tantissimi hanno fatto ricorso”. E soprattutto: “Si dimentica la continuità aziendale e la continuità del servizio”.
Infine la domanda che, secondo Battistoni, resta senza risposta: “Ci saranno più spiagge libere? No: vanno a bando le concessioni esistenti, quindi per il 99% resterà tutto uguale. Spenderemo meno? Assolutamente no. In nessun bando si è visto un calo dei prezzi. In Veneto l’aumento è stato clamoroso: più del doppio. È normale: chi vince un bando e mette sul tavolo un milione o due, poi deve rientrare. E quei soldi, alla fine, li pagano i consumatori”.