Meno risorse rispetto al passato, ma con l’obiettivo dichiarato di non ridurre i servizi. La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato la nuova programmazione degli interventi rivolti alle persone con disturbi dello spettro autistico, finanziata con oltre 2,2 milioni di euro provenienti dal Fondo ministeriale per il neuro-sviluppo. Una cifra inferiore alla precedente assegnazione, che impone una gestione ancora più mirata delle risorse.
I fondi saranno distribuiti attraverso gli ambiti territoriali sociali e le Aziende Usl, chiamati a costruire programmi calibrati sui bisogni dei singoli territori. I progetti dovranno essere completati entro il 2027 e punteranno soprattutto su percorsi di socializzazione, sia in contesti strutturati sia nella vita quotidiana, sul sostegno educativo domiciliare e territoriale per minori e adulti, e su esperienze di vita indipendente e coabitazione, dai gruppi appartamento al cohousing fino ad altre soluzioni abitative supportate.
Tra gli assi centrali del piano anche l’inclusione lavorativa, con tirocini ad alto tutoraggio e modelli di “supported employment”, pensati per accompagnare in modo concreto l’ingresso nel mondo del lavoro. Un’attenzione particolare sarà riservata agli adolescenti e ai giovani fino a 21 anni, nella fase delicata del passaggio all’età adulta. Confermato inoltre l’assegno di cura per i minori con forme gravi di autismo inseriti in contesti familiari complessi.
“Anche a fronte di una riduzione delle risorse nazionali abbiamo scelto di non arretrare di un passo”, ha sottolineato l’assessora al Welfare Isabella Conti, ribadendo la volontà della Regione di garantire continuità assistenziale e sostegno ai caregiver