Non si sofferma tanto sul nodo tecnico, se l’autovelox sia pienamente in regola oppure no. Fabio Bandieri, capogruppo in Consiglio comunale della lista civica di centrodestra, sceglie piuttosto di portare la discussione sul terreno politico e amministrativo, dopo le recenti sentenze che hanno visto il Comune di Cesenatico soccombere in tre cause consecutive davanti al giudice di pace.
Per Bandieri, infatti, il punto non è tanto alimentare una disputa giuridica destinata a trovare risposta nelle aule di tribunale, quanto interrogarsi sull’utilizzo delle risorse che l’impianto continua a garantire alle casse pubbliche. “A torto o a ragione lo si vedrà – osserva –. I giudici in questo momento sembrano prediligere una linea ostile all’ente ma, almeno per il momento, i ricorsi accolti sono troppo pochi per parlare di equilibri di bilanci in pericolo”.
Secondo l’esponente dell’opposizione, dunque, non ci sarebbero oggi elementi per evocare particolari allarmi sui conti del Comune. Il dato che ritiene politicamente rilevante è un altro: “Anche nell’ultimo bilancio di previsione – sottolinea – è stato certificato che il velox cuba per il Comune di Cesenatico oltre 4 milioni di euro l’anno”.
Da qui la contestazione più netta all’amministrazione. Bandieri richiama infatti la normativa nazionale che obbliga i Comuni a destinare i proventi delle sanzioni alla sicurezza stradale. E proprio su questo fronte, sostiene, la città continua a mostrare criticità evidenti. “Abbiamo strade messe male, asfalti pieni di problemi, interventi fatti con il badile e con toppe di catrame a freddo che non rappresentano soluzioni definitive. Alla prima pioggia – afferma – si creano nuove buche. E anche la segnaletica resta in condizioni pessime”.
Il ragionamento politico, per Bandieri, è tutto qui: “Se entrano tutti questi soldi dalle multe, i cittadini hanno il diritto di chiedere come vengano spesi. Perché la sicurezza stradale non si garantisce solo con i controlli e con le sanzioni, ma anche con manutenzioni vere, asfalti decorosi e segnaletica adeguata. Così com’è, questa situazione è una vergogna”.