L’autovelox di Cesenatico, a prescindere dalle contrastanti vertenze legali che da sempre aleggiano sul suo destino, è perfettamente in regola con le nuove norme nazionali. Nella “Lista Dispositivi di rilevamento della velocità” del Mit, alla voce ricercabile “Cesenatico”, compare infatti la scheda dedicata alla Polizia Locale – Comune di Cesenatico, a conferma dell’avvenuta registrazione del dispositivo in uso sul territorio comunale.
La tabella ministeriale indica come codice accertatore CMFOP008 e codice catastale C574, elementi che identificano in maniera univoca l’ente titolare dell’apparecchio. Accanto a questi dati sono riportati il decreto n. 342 e la data del decreto, 02/10/2025, che attestano il provvedimento formale con cui il dispositivo è stato autorizzato secondo le procedure fissate dal regolamento nazionale.
Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, il portale specifica che si tratta di un “rilevatore di velocità in modalità istantanea” prodotto dalla Velocar Safety21. Nella colonna “Modello” è indicato VRS-EVO-R, mentre in “Versione” compare VRS-EVO-T125-5-R; è presente anche la matricola 642, ulteriore elemento che consente di collegare senza ambiguità le eventuali sanzioni al singolo strumento installato.

Tutti questi dati sono richiesti espressamente dal nuovo regolamento ministeriale che, dal primo dicembre, rende obbligatoria per Comuni e forze di polizia la comunicazione dettagliata di ogni autovelox in servizio. La registrazione nella piattaforma telematica è condizione necessaria per l’utilizzo legittimo dei dispositivi e, in sua assenza, le multe elevate sarebbero destinate a essere dichiarate nulle.
Nel caso di Cesenatico, la presenza completa della scheda nella banca dati nazionale conferma quindi la piena conformità dell’apparecchio alle prescrizioni del Mit. Gli accertamenti di velocità eseguiti con questo autovelox, a partire dall’entrata in vigore dell’obbligo di censimento, risultano sorretti da una base amministrativa chiara e verificabile da chiunque consulti il portale istituzionale.
Per gli automobilisti significa che eventuali contestazioni non potranno puntare sull’assenza di registrazione o su incertezze circa l’identità del dispositivo.
Per l’amministrazione comunale, invece, la corretta iscrizione in elenco rappresenta una tutela importante, anche se resta ancora in piedi il problema dell’omologazione. In questo senso, il caos autovelox dura oramai da 20 mesi, da quando cioè la Cassazione ad aprile 2024 ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati.