Nel mare di oltre cinquemila emendamenti alla manovra 2026 riemerge il nodo concessioni balneari. Il 16 novembre, in commissione Bilancio del Senato, i senatori FdI Paolo Marcheschi e Matteo Gelmetti hanno presentato una modifica all’articolo 49 del Codice della navigazione per garantire una “buonuscita” ai bagnini che perdono la gestione degli arenili.
La proposta stabilisce che, al termine della concessione, il concessionario uscente abbia diritto a un indennizzo a carico del subentrante. L’importo dovrebbe corrispondere al valore di mercato delle opere non amovibili realizzate sul bene demaniale – cabine, ristoranti, strutture stabili – purché costruite nel rispetto degli strumenti urbanistici e con autorizzazione comunale. La stima verrebbe fissata tramite perizia giurata.
L’emendamento mira a tutelare gli investimenti fatti negli anni dagli attuali gestori in vista dei futuri bandi ma, nei fatti, riporta in auge un meccanismo già contestato: il precedente decreto sugli indennizzi, varato dal Mit nell’era Salvini, era stato poi stoppato a Bruxelles perché giudicato “incompatibile con le regole europee sulle gare e sulla concorrenza”. Per questo anche il nuovo tentativo, per quanto coraggioso, rischia di finire sotto osservazione Ue.