Il Sib-Confcommercio ha proclamato la mobilitazione generale dei balneari, una decisione maturata dopo l’analisi delle ultime vicende legate alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo. Al centro delle preoccupazioni della categoria ci sono i ritardi nell’attuazione delle nuove procedure e l’incertezza che continua a caratterizzare il quadro normativo, in particolare in relazione all’applicazione della direttiva Bolkestein.
Secondo il sindacato, nella maggior parte dei casi Comuni e Autorità portuali starebbero attendendo l’emanazione del cosiddetto “bando tipo”, previsto dal decreto legge 32 del marzo 2026. Nei pochi casi in cui si è proceduto con i bandi, il Sib segnala “criticità e disservizi” che avrebbero avuto ripercussioni sull’organizzazione dei servizi balneari e sull’offerta turistica di alcune località italiane.
L’associazione parla di una situazione che “rischia di incidere direttamente sulla qualità dell’accoglienza e sulla sicurezza delle spiagge”, con possibili ricadute anche sui servizi di assistenza ai bagnanti e sulla gestione degli stabilimenti. Da qui la richiesta di un intervento chiarificatore da parte del Governo e del Parlamento.
Un clima di incertezza che viene percepito con crescente apprensione anche sulla Riviera romagnola. A Cesenatico, dove il comparto balneare rappresenta uno degli elementi centrali dell’economia turistica locale, operatori e addetti ai lavori osservano con attenzione l’evoluzione della situazione. Pur senza emergere al momento particolari criticità operative, il timore è che un quadro normativo ancora incerto possa generare ripercussioni sugli investimenti, sulla programmazione delle attività e sulle prospettive future delle imprese del settore.
Il Sib annuncia intanto una campagna informativa rivolta a rappresentanti politici, istituzioni territoriali e utenti, senza escludere ulteriori forme di protesta qualora non arrivassero risposte concrete.