La protesta dei balneari arriva anche sulla costa romagnola. Nella giornata del 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, numerosi stabilimenti hanno aderito alla mobilitazione nazionale promossa dal Sib-Fipe Confcommercio, esponendo manifesti e locandine per richiamare l’attenzione sulla questione delle concessioni demaniali e sull’applicazione della direttiva Bolkestein.
Secondo il sindacato, sono stati oltre 5mila gli imprenditori balneari che, in tutta Italia, hanno partecipato alla prima giornata di protesta. L’iniziativa ha coinvolto stabilimenti dalla Sicilia alla Liguria, dalla Toscana alla Puglia, dal Lazio alla Sardegna, fino ad Abruzzo, Campania, Calabria ed Emilia-Romagna, dove anche le località della Riviera hanno raccolto l’appello della categoria.
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di una legge nazionale che, secondo il Sib, applichi correttamente la direttiva europea e salvaguardi il modello italiano della balneazione attrezzata. «Da ben 16 anni siamo in attesa di una legge che applichi correttamente la direttiva Bolkestein», ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente nazionale del Sib-Confcommercio.
Il messaggio affisso negli stabilimenti aderenti richiama proprio il valore del lavoro costruito negli anni dagli operatori del settore: servizi, accoglienza, sicurezza e investimenti realizzati sulla base di norme che garantivano continuità aziendale. Una continuità che oggi, secondo la categoria, rischia di essere compromessa dall’incertezza normativa.
Capacchione sottolinea inoltre che la direttiva Bolkestein presuppone l’accertamento della scarsità della risorsa, cioè l’impossibilità di rilasciare nuove concessioni. Una condizione che, secondo il sindacato, non sarebbe presente in Italia, dove il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbe certificato la possibilità di assegnare nuovi spazi a nuovi operatori.
Per questo il Sib chiede al Governo un intervento rapido a tutela di circa 30mila aziende, in gran parte a gestione familiare. Imprese che, sostiene il sindacato, rappresentano un patrimonio economico e turistico fondamentale per il Paese e per territori come la Romagna, dove la spiaggia attrezzata è parte integrante dell’identità e dell’offerta turistica.
Quella del 2 giugno è stata solo la prima tappa della mobilitazione. Il Sib annuncia infatti nuove iniziative nelle prossime settimane per mantenere alta l’attenzione su una vertenza che riguarda da vicino anche la Riviera romagnola.