22 Settembre, 2026 Cesenatico

Bandi marittimi, Battistoni: “Il decreto arriverà, il vero nodo è capire come sarà”

Il decreto-tipo sui bandi per le concessioni demaniali marittime, secondo Simone Battistoni, arriverà. Su questo il presidente della Cooperativa Bagnini di Cesenatico non mostra esitazioni. Il punto, però, non è più soltanto aspettare il provvedimento promesso dal Governo. Il vero nodo, sottolinea, è capire “che forma avrà e quali regole metterà nero su bianco”. 

Il termine indicato dall’esecutivo, che aveva parlato di un arrivo entro la scorsa settimana, è ormai trascorso senza novità ufficiali. Da qui le preoccupazioni di chi teme che si sia già fuori tempo massimo. Battistoni, però, invita a non fermarsi al ritardo. “Il bando sono certo che arriverà – osserva – piuttosto ho dei dubbi su come sarà questo bando”.

Ed è proprio qui che si concentra la preoccupazione del comparto. Perché la questione non riguarda soltanto la pubblicazione di un testo, ma la sua efficacia concreta su una materia che tocca equilibri economici, turistici e sociali molto complessi e delicati. Il timore è che possa uscire “un documento troppo rigido, incapace di cogliere le particolarità di territori come la costa emiliano-romagnola, oppure al contrario troppo generico, lasciando i Comuni senza indicazioni davvero utili”.

Per Battistoni servono “regole comuni, sì, ma costruite con equilibrio”. “Non si può immaginare – sottolinea – di trattare allo stesso modo realtà profondamente diverse: da una parte piccoli tratti di litorale, dall’altra sistemi costieri molto più estesi. Le esigenze, le dimensioni e le progettualità non sono uguali, eppure occorre comunque una cornice condivisa che eviti disparità di trattamento tra territori e tra operatori”.

Il rischio, altrimenti, “è quello di consegnare ai Comuni una sfida enorme senza strumenti adeguati”. E i Comuni, oggi, appaiono tutt’altro che pronti. Non solo sul piano politico, ma soprattutto su quello tecnico: dai criteri dell’offerta economica a quelli dell’offerta tecnica, fino alla valorizzazione dell’esperienza maturata e del legame con il territorio. In località come Cesenatico, dove il sistema balneare rappresenta una parte decisiva dell’economia turistica, il peso di queste scelte è ancora più evidente: “Si tratta di una pagina epocale della nostra storia – evidenzia Battistoni – e sono i numeri a dirlo: Cesenatico deve mettere a bando 170 aziende, cioè 170 realtà economiche del territorio che ne fanno lavorare, tra alberghi e appartamenti, altre 2000”. 

Per questo, più che l’attesa in sé, pesa l’incertezza sul contenuto. Il decreto, secondo Battistoni, arriverà. Ma sarà da quel testo che si capirà davvero quale direzione il Governo intende prendere per il futuro delle concessioni balneari.

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