La notizia è arrivata ieri: Gatteo Mare ha ottenuto, per il quarto anno consecutivo, la Bandiera Blu. Un riconoscimento legato alla qualità delle acque e al percorso di sostenibilità ambientale portato avanti dal Comune – dalla gestione dei rifiuti alla cura del verde pubblico – fino alla capacità di intercettare milioni di euro per il rifacimento della rete fognaria.
È un risultato che va riconosciuto all’amministrazione guidata da Roberto Pari. I lavori di sdoppiamento della rete fognaria, partiti quest’anno a Gatteo Mare, rappresentano infatti un intervento strutturale fondamentale per la tutela del mare e un primo passo concreto verso la riduzione degli sversamenti. Ma il problema non si esaurisce entro i confini comunali. Se anche Savignano e Sogliano non interverranno sulla rete mista, eliminando i restanti sfioratori di piena, la situazione delle acque ai lati del Rubicone difficilmente potrà cambiare in modo radicale.
Accanto alla competenza amministrativa e alla capacità politica, nella Bandiera Blu ottenuta da Gatteo Mare pesa anche una componente meno governabile: il caso. Lo dimostra quanto accaduto sulla sponda opposta del fiume, a Savignano Mare, dove la qualità dell’acqua di balneazione ha pagato il prezzo dell’impatto del Rubicone.
Negli ultimi quattro anni, nel periodo considerato da ARPAE per elaborare la classificazione delle acque, nello specchio denominato “Savignano”, a sud della foce, si sono registrati otto episodi di superamento dei limiti. Altri sei episodi si sono verificati nello specchio adiacente di “San Mauro Mare Nord”. A conferma dell’impatto del fiume, la qualità dell’acqua di Savignano Mare, dopo episodi inquinanti particolarmente gravi, due anni fa era stata declassata da “Eccellente” a “Sufficiente”, con un doppio salto negativo; quest’anno è risalita a “Buona”. Anche San Mauro Mare Nord, per la stagione in corso, è stato declassato a “Buona”.
Diversa la fotografia sul lato nord del Rubicone. A Gatteo Mare, nello specchio d’acqua “Foce Rubicone Nord”, gli episodi di sforamento tra il 2022 e il 2025 sono stati solo tre. Nell’altra acqua balneabile della località, “Gatteo Nord”, non se ne è registrato nemmeno uno. Numeri che hanno consentito, sulla base delle valutazioni ARPAE, di mantenere una classificazione “Eccellente”.
Ma cosa ha determinato una differenza così marcata tra due tratti di mare separati da pochi metri? La foce del Rubicone, da sempre non balneabile, si estende per appena 228 metri e lambisce entrambi gli specchi d’acqua.
Il punto di partenza è chiaro: l’inquinamento arriva dal fiume. Lo documentano i profili ARPAE delle acque ai lati del Rubicone, che individuano a monte la causa strutturale dell’inquinamento microbiologico, soprattutto in occasione di piogge abbondanti: gli scolmatori di piena.
Non a caso, la Regione dispone da anni la chiusura permanente della balneazione non solo alla foce, ma anche in un breve tratto ai lati del fiume: a nord, a Gatteo Mare, per circa 50 metri che coinvolgono due stabilimenti balneari; a sud, a Savignano Mare, in una porzione più limitata che interessa un solo stabilimento.
È qui che entra in gioco il fattore più aleatorio: vento e correnti marine. Nei giorni dei prelievi, le condizioni del mare hanno spinto gli inquinanti soprattutto a sud della foce, producendo più chiusure della balneazione e superamenti più rilevanti sul versante savignanese. Da qui una classificazione penalizzante da un lato e premiante dall’altro.
Per questo la Bandiera Blu di Gatteo Mare è legittima, ma non racconta tutta la complessità del problema. Le acque risultano formalmente “Eccellenti”, ma il risultato non può essere letto come la prova di una soluzione strutturale dell’intera valle del Rubicone. È anche l’effetto di una combinazione favorevole di condizioni naturali.
Una Bandiera legittimamente Blu, dunque. Ma in parte figlia del caso. Perché il vento, la prossima volta, potrebbe cambiare.