Saloni fantasma, servizi a domicilio senza requisiti, promozioni sui social che eludono fisco e norme sanitarie: è il quadro delineato da CNA, che segnala una crescita di soggetti “sconosciuti e senza controllo”. Preoccupa anche il sospetto che alcuni distributori abbiano immesso sul mercato, alla vigilia del divieto UE, prodotti con sostanze ora proibite. Tra queste il TPO, fotoiniziatore usato nei semipermanenti e bandito per tutela della salute pubblica.
“Siamo di fronte a una situazione delicata che mette a rischio consumatori e professionalità degli operatori regolari”, osserva Marco Boscherini, responsabile CNA Forlì-Cesena per Benessere e Sanità. L’associazione sollecita l’uso di check-list ispettive del Servizio sanitario regionale, spostando il baricentro dei controlli verso il sommerso (“da quello che risulta a noi – spiega Cna – “un operatore su tre è abusivo”).
Il messaggio ai cittadini è netto: rivolgersi solo a professionisti qualificati e registrati, diffidare di offerte troppo allettanti, pretendere trasparenza su ingredienti e schede di sicurezza. Perché legalità e qualità, nel beauty, non sono un optional: sono la prima garanzia di sicurezza per tutti.