A pochi chilometri da Cesenatico, Bellaria Igea Marina sta scegliendo una linea molto diversa sul fronte Bolkestein. Se nella vicina Cesenatico il comparto balneare continua a galleggiare nell’incertezza, tra attese, prudenza e una sostanziale paralisi, a Bellaria l’amministrazione ha deciso di muoversi con maggiore decisione, interpretando la direttiva europea in maniera più dinamica e meno attendista.
Il Comune rivendica infatti di aver già portato a compimento alcune tra le prime concessioni locali in regime Bolkestein, tutte legate al settore marittimo, balneare e turistico. Sono stati assegnati cinque lotti per il noleggio di natanti sulla battigia, senza opere da indennizzare, con durate comprese tra i cinque e i dieci anni. A questi si aggiunge la concessione decennale per il trasporto pedonale tra le due sponde del portocanale, oltre all’affidamento ventennale dei tre pontili sul lido alla famiglia Casali, proprietaria della motonave Tayfun, sulla base di un piano di investimenti per migliorie e ammodernamento.
Non si tratta solo di aspetti tecnici o amministrativi. Il messaggio politico è chiaro: Bellaria vuole dimostrare che, pur in un quadro normativo complesso e ancora al centro del confronto nazionale ed europeo, esistono spazi per agire, assegnare, programmare e investire. Anche il mercato ittico rientra in questa logica: è stato infatti affidato in concessione quinquennale al progetto presentato da Giulio Vasini, detto “Coppi”, ed Emanuele Pironi, orientato alla valorizzazione del prodotto locale anche attraverso attività di ristorazione.
Il passaggio più delicato resta però il cosiddetto “Project”, il partenariato pubblico-privato avviato nel gennaio 2024 per la rivitalizzazione dell’arenile. L’obiettivo dichiarato è difendere un modello turistico fondato sulle microimprese, mettendo insieme stabilimenti balneari, chioschi e amministrazione su interventi comuni: dal nuovo lungomare Pinzon al rafforzamento del salvamento, dalla videosorveglianza alla sicurezza, fino alla difesa dall’erosione costiera e al monitoraggio della qualità delle acque.
Secondo il sindaco Filippo Giorgetti, il progetto è entrato nella fase di negoziazione e potrebbe coinvolgere oltre 90 stabilimenti su un centinaio e quasi tutti i 50 chioschi-bar. Non mancano le critiche dell’opposizione, che teme il rischio di favorire operatori più forti a scapito delle imprese familiari. Ma il dato politico resta evidente: mentre a Cesenatico tutto appare ancora bloccato e congelato, Bellaria ha deciso di interpretare la Bolkestein come un terreno su cui muoversi, e non soltanto da subire.