Sul tema dei bivacchi nell’area dei Cappuccini interviene il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli, che aggiunge alcuni elementi sul quadro attuale dei servizi legati all’accoglienza e al sostegno delle persone in difficoltà.
Il primo cittadino ricorda innanzitutto che, allo stato attuale, nei Cappuccini non è attivo il dormitorio della Caritas: “Il dormitorio della Caritas dallo scorso anno, a fine aprile 2025, non è più stato attivato”, spiega Gozzoli, precisando che la Curia dovrà eseguire alcuni lavori interni, “anche se al momento – sottolinea – non sono noti i tempi necessari per il completamento dell’intervento.
Oggi, sottolinea il sindaco, i servizi presenti nella struttura sono altri: “Ad oggi gli unici servizi attivi sono la mensa e la consegna degli abiti usati”. Un passaggio che contribuisce a definire meglio l’attuale assetto dell’assistenza nell’area dei Cappuccini, al centro del confronto cittadino dopo le segnalazioni e le proteste legate al tema del decoro urbano, della sicurezza e della gestione della marginalità.
Gozzoli ricorda inoltre che, nel periodo più critico dell’inverno, l’amministrazione ha attivato misure specifiche per affrontare l’emergenza freddo. “Da dicembre al 31 marzo abbiamo attivato un servizio di emergenza freddo presso strutture ricettive”, afferma, indicando la soluzione individuata per offrire un riparo temporaneo alle persone senza fissa dimora nei mesi più rigidi.
Lo sguardo, ora, è rivolto al prossimo potenziamento dei servizi. “Stiamo per aprire la nuova stazione di posta finanziata da Pnrr per le emergenze abitative con una decina di posti letto”, annuncia il sindaco. Si tratta di una nuova struttura pensata per dare una risposta più stabile alle situazioni di fragilità abitativa.
Infine, Gozzoli assicura che le persone interessate sono già state informate delle possibilità disponibili: “Gli interessati sono tutti avvisati e sanno anche che possono intanto attivarsi autonomamente fino a quando i servizi alla persona dell’Unione dei Comuni li prenderanno in carico”. Un intervento che inserisce il caso Cappuccini dentro un quadro più ampio, fra assistenza sociale, emergenza abitativa e gestione degli spazi urbani.