22 Settembre, 2026 Cesenatico

Boranga, 82 anni di coraggio: perché il suo 0-10 è una vittoria diversa

A 82 anni (83 il 30 ottobre) Lamberto Boranga è rientrato tra i pali in Trevana–Vis Foligno. È finita male, sportivamente parlando: 0-10, con i primi gol subiti già nel primo tempo e la sostituzione dopo pochi minuti della ripresa. I numeri sono impietosi e alimentano facili ironie. Ma chi conosce lo sport sa che le regole della natura non si aggirano: reattività, esplosività, recupero non sono eterni e nessuno dovrebbe pretendere miracoli da un portiere di ottantadue anni in una partita vera, seppure dilettantistica.

Eppure è proprio qui che sta il punto. Boranga ha scelto di esserci, di esporsi, di trasformare la memoria in azione presente. Il suo rientro racconta che la longevità non è un esercizio di nostalgia, ma una forma di curiosità: la voglia di misurarsi ancora, con intelligenza e misura, accettando il limite senza arretrare di un passo nella passione. Non cancella le età, le illumina.

Il suo messaggio è semplice e potente: il talento può restare senza età, se nutrito di disciplina e rispetto del proprio corpo. Non serve il clean sheet per dare l’esempio. Serve il coraggio di entrare in campo, salutare il pubblico, stringere la mano ai compagni, prendersi responsabilità e applausi. Lo 0-10 rimarrà un dato; ciò che resta davvero è l’invito a non smettere di giocare, ciascuno alla propria altezza, finché il cuore lo chiede.

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