7 Novembre, 2026 Cesenatico

Buda: “In Consiglio non potevo replicare. La mia frase era sui precedenti urbanistici, non su favoritismi”

Roberto Buda torna sull’episodio di tensione in Consiglio comunale e mette subito un punto fermo: “Dev’essere chiaro che lì non siamo due Sindaci a parlare. Io oggi sono un semplice consigliere, nemmeno capogruppo: ho cinque minuti e poi non posso più replicare”. Da qui, secondo Buda, nasce anche l’equivoco che ha alimentato il caso: “Il Sindaco mi ha chiesto di chiarire, ma me lo ha chiesto a chiusura del dibattito. Io in Consiglio non avevo più diritto di parola. E invece avrei voluto dire molte altre cose…”.

Nel mirino anche il “metodo” con cui, a suo dire, si gestiscono gli interventi: “È un’usanza che si ripete: si apre il dibattito, poi quando sembra che nessuno intervenga si va ai voti. Io alzo la mano e parlo per ultimo e, puntualmente dopo di me, intervengono i capigruppo della maggioranza. Spesso capita che se io dico delle cose, loro ribattono; se io non dico niente, stanno zitti e si vota in tre minuti. È legittimo, ma piuttosto scorretto”.

Entrando nel merito, Buda rivendica il ruolo delle forze di minoranza: “Noi siamo opposizione, non siamo lì ‘per pettinare le bambole’, il nostro ruolo è quello di evidenziare le zone d’ombra e porre anche domande scomode. Il mio intervento, a dire il vero, non aveva toni esagerati, ma vedo che alcune cose danno più fastidio di altre”. E chiarisce la frase contestata: “Quando ho detto ‘questo lo fate solo con qualcuno’ non stavo insinuando favoritismi personali. Era un ragionamento politico: parlavo di una scelta urbanistica che, nei fatti, è stata consentita ad alcuni e non ad altri”.

Buda spiega così il contesto: “Stavo dicendo che, secondo noi, l’accordo è squilibrato verso il privato: si lascia spazio a oltre cento appartamenti nella zona mare, mentre si azzera l’orizzonte turistico-ricettivo. E concludevo: ‘Voi vi giustificate dicendo che un albergo oggi non lo costruirebbe più nessuno. E quello che dite certifica che non credete più che Cesenatico possa tornare protagonista. Pur di smuovere qualcosa, ma questo lo fate solo con qualcuno, lasciate spazio alla realizzazione di un sacco di condomini in una zona a mare della nostra città’”. 

“Cosa significa?”, insiste. “È un dato oggettivo: alcuni proprietari in questi anni hanno ottenuto la trasformazione al residenziale, altri no. Faccio un esempio: ‘Falkensteiner a Ponente, inizialmente, o faceva l’albergo o niente’. Alla fine una quota di residenziale è stata concessa, ma nettamente inferiore alla quota di alberghiero. In altri casi, come Hotel Pino, Bonomelli ed ex NUIT, questa possibilità invece è stata accordata. Insomma, ‘con qualcuno questa cosa è stata fatta, con altri no’. Tutto legittimo: chiedo solo di spiegare perché in alcune zone si permette e in altre invece c’è chiusura totale”.

C’è poi la partita dell’“agricoltura urbana”. Buda sostiene che il nodo non sia un dettaglio tecnico: “Nel PUG l’area ex NUIT risulta ‘area agricola urbana’ e noi abbiamo fatto presente che, con quella dicitura, in quell’area si può fare poco o nulla. Il Sindaco ha detto che non è vero, ma io ho ribattuto che nel PUG è scritto così”. E aggiunge un episodio che definisce “sgradevole”: “Gozzoli in maniera piuttosto maleducata mi ha detto ‘se lo vada a leggere consigliere il PUG’. È stato un modo poco rispettoso: ‘io faccio altro di mestiere, non sono un tecnico, leggo quello che ci viene dato e a quello mi attengo’. Se il Sindaco sa altre cose, e sicuramente sarà così, ce le dica e ce le spieghi, senza essere maleducato con i consiglieri”.

Buda conclude confermando il giudizio politico: “Per noi quell’accordo non va bene per Cesenatico. E, cosa che fa riflettere, in questi giorni – confessa – alcuni esponenti della sinistra ci hanno contattato dicendo ‘che condividono in pieno il giudizio dell’opposizione’. Forse anche per questo, su questa vicenda, tra le forze di maggioranza si percepisce nervosismo”.

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