22 Settembre, 2026 Cesenatico

Caccia, AVS Cesenatico boccia il ddl: «Un assalto alla natura»

AVS Cesenatico prende posizione contro il disegno di legge sulla caccia promosso dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, definendolo “un passo indietro gravissimo per l’Italia, per l’ambiente e per la sicurezza dei cittadini”.

Secondo Alleanza Verdi e Sinistra, mentre il mondo scientifico continua a lanciare allarmi sulla crisi climatica e sul collasso della biodiversità, il Parlamento starebbe andando nella direzione opposta: ampliare i periodi di caccia, aumentare le aree cacciabili e ridurre le tutele per la fauna selvatica.

Nel mirino del movimento c’è soprattutto il possibile indebolimento del ruolo dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale chiamata a esprimersi sui calendari venatori. Il ddl, secondo AVS, trasformerebbe il suo parere da vincolante a semplice indicazione consultiva, riducendo così il peso della scienza nelle decisioni politiche. “Una scelta gravissima – sostiene il coordinamento – che rischia di compromettere la tutela di specie già in declino”.

AVS richiama anche le osservazioni della Commissione Europea, che ha già contestato all’Italia l’estensione della caccia fuori stagione e l’indebolimento dei controlli scientifici. Il rischio, secondo il movimento, è quello di nuove procedure d’infrazione, con eventuali sanzioni che finirebbero a carico dei cittadini.

Tra i punti più contestati ci sono la cancellazione del limite massimo del 10 febbraio per la chiusura della stagione venatoria, la possibilità per le Regioni di estendere la caccia nei periodi di migrazione preriproduttiva, l’apertura ad aree demaniali, spiagge e boschi pubblici, l’ampliamento delle specie cacciabili e l’uso di strumenti di puntamento notturno.

“Nel 2026 – afferma AVS – sarebbe necessario investire nella convivenza tra uomo e fauna selvatica, nella prevenzione dei danni e nella protezione degli habitat. Invece si sceglie di liberalizzare ulteriormente l’attività venatoria”.

Per il movimento si tratta di una norma “scritta su misura per la lobby delle armi e per una minoranza di cacciatori”, in contrasto con il sentire di gran parte dell’opinione pubblica. AVS ricorda inoltre le oltre 400mila firme raccolte contro la riforma.

“Difendere la biodiversità – conclude AVS Cesenatico – significa difendere noi stessi, la qualità dei territori e il futuro delle prossime generazioni. La natura appartiene a tutti, non solo a chi impugna un fucile”. 

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