Domani – domenica 21 settembre – prende avvio ufficialmente la stagione venatoria nazionale. L’apertura arriva in un contesto di forte discussione: secondo il WWF, dall’inizio della legislatura la normativa sarebbe stata ritoccata più volte, con un quadro ritenuto sempre più permissivo. L’associazione segnala, tra l’altro, la difficoltà per i tribunali di sospendere la caccia anche davanti a provvedimenti ritenuti illegittimi; un ricorso al Tar Marche ha ottenuto un primo argine e alcuni profili approderanno alla Consulta. Contestata anche l’abolizione del divieto nei valichi montani e l’uso di deroghe su specie come il fringuello.
In Parlamento è in esame un disegno di legge definito dagli ambientalisti “caccia selvaggia”, che prevede interventi su calendario, aree accessibili e strumenti di prelievo. La petizione “Stop caccia selvaggia” ha superato, secondo il WWF, le 85mila adesioni.
Le associazioni venatorie offrono una lettura diversa: la caccia, sostengono, resta uno strumento di gestione faunistica e di prevenzione dei danni agricoli, oltre che un comparto economico e culturale radicato, purché regolato e controllato.
Tra esigenze di conservazione, sicurezza e fruizione dei territori, il confronto resta aperto: la nuova stagione si apre così all’insegna dell’equilibrio da trovare tra tutela della biodiversità e attività venatoria.