L’ultima maxi operazione contro la pirateria digitale non ha risparmiato la Romagna. Tra i duemila utenti italiani identificati dalla Guardia di Finanza perché abbonati a IPTV illegali, figurano infatti anche diversi residenti della costa romagnola. Ancora non è dato sapere se nell’inchiesta risultano coinvolti anche utenti di Cesenatico, ma tutti sanno che il “pezzotto” anche qui aveva i suoi adepti, appassionati di calcio e sport che preferivano affidarsi a piattaforme clandestine pur di risparmiare sull’abbonamento. Un risparmio che oggi rischia di trasformarsi in un salasso.
Dopo le indagini coordinate dalla Procura di Lecce e portate avanti con il supporto del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza di Roma, i nomi degli utenti sono finiti nelle mani di DAZN, Sky e Lega Serie A, pronte a chiedere un cospicuo risarcimento danni. Si parla di diverse migliaia di euro a testa, l’equivalente di dieci anni di abbonamenti regolari.
Alle richieste economiche si sommano le possibili sanzioni penali: per la legge italiana la visione illegale di contenuti audiovisivi può comportare, infatti, multe fino a 25 mila euro e, nei casi più gravi, persino la reclusione. Una prospettiva che spazza via l’idea di un divertimento “furbo” e senza conseguenze.
“Chi sbaglia paga”, ha ribadito l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, parlando di “un cambio di passo decisivo nella lotta alla pirateria”. Anche i vertici di DAZN e Sky hanno usato toni duri, ricordando che guardare sport in modo illegale significa “colpire l’intero sistema che regge il calcio italiano”.
Per i tifosi di Cesenatico e dintorni, il messaggio è chiaro: la stagione del pezzotto è finita. Chi ha scelto scorciatoie rischia ora di dover pagare un conto ben più salato di quello di un abbonamento regolare.