22 Settembre, 2026 Cesenatico

Caldo e alghe soffocano l’Adriatico, cresce l’allarme anche davanti a Cesenatico

Il caldo estremo sta mettendo in ginocchio gli ecosistemi dell’Alto Adriatico. Nella Sacca di Goro, nelle Valli di Comacchio e nel Delta del Po si moltiplicano le morie di cozze, vongole e pesci, soffocati dalla mancanza di ossigeno nelle acque. Una situazione che preoccupa sempre di più anche la costa romagnola e, in particolare, il tratto di mare davanti a Cesenatico.

Nelle lagune ferraresi la temperatura dell’acqua ha raggiunto punte di 32 gradi, favorendo la proliferazione delle alghe. I pescatori lavorano senza sosta per rimuovere dalla superficie grandi quantità di vegetazione, ma il fenomeno appare difficile da contenere. Quando le alghe muoiono e si decompongono consumano ulteriore ossigeno, trasformando le acque ferme e surriscaldate in una trappola letale per molluschi e pesci.

A Goro sarebbe andato perso fino al 90 per cento delle vongole, mentre a Scardovari si contano circa mille quintali di cozze Dop morte improvvisamente. Nelle Valli di Comacchio sono stati trovati anche numerosi branzini senza vita. Un nuovo colpo per un comparto che cercava faticosamente di risollevarsi dopo i pesanti danni provocati dal granchio blu.

Confcooperative Agroalimentare e Pesca stima che gli effetti del clima costino ogni anno circa 200 milioni di euro alla pesca italiana. Cooperative e consorzi chiedono a Regione e Governo risorse urgenti per dragare i canali, eliminare le strozzature e favorire il ricambio tra le lagune e il mare aperto. Senza correnti e senza nuova acqua ossigenata, infatti, aumentano i fenomeni di anossia.

L’allarme arriva fino a Cesenatico. La boa posizionata a circa sette chilometri dalla costa ha registrato in questi giorni una temperatura dell’acqua di 28 gradi, dopo valori vicini ai 30 durante la precedente ondata di calore. Numeri anomali che accrescono la preoccupazione anche per il mare romagnolo, soprattutto in presenza di acque ferme, assenza di vento e nuove fioriture algali.

Il Mediterraneo si sta riscaldando a un ritmo molto più veloce rispetto agli oceani. Per pescatori e operatori del settore il timore è che morie e crisi ambientali, fino a pochi anni fa considerate eccezionali, possano trasformarsi in emergenze sempre più frequenti anche davanti alle spiagge di Cesenatico.

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