22 Settembre, 2026 Cesenatico

Cambiano le abitudini a tavola: 7,2% vegetariani e 2,3% vegani

In Italia la galassia “veg” non è più una nicchia di curiosi: secondo il Rapporto Italia 2024 dell’Eurispes, oggi il 7,2% degli italiani si dichiara vegetariano e il 2,3% vegano. È un universo variegato che, al di là delle etichette, si muove fra salute, sostenibilità e gusti personali. 

Le ragioni addotte da chi abbraccia il veganesimo raccontano una trasformazione culturale: l’86,4% segnala una migliore condizione fisica, il 73,3% trova più semplice mantenere il peso forma, mentre il 66,5% scopre maggiore creatività in cucina. Non manca però una nota di nostalgia: il 39,8% ammette di rimpiangere, talvolta, i sapori dell’alimentazione “tradizionale”.

Il contesto economico conferma la tendenza. Il comparto plant-based in Europa vale circa 6 miliardi di euro e l’Italia si colloca terza per produzione e consumi, dietro Germania e Regno Unito. 

Nel nostro Paese il segmento genera circa 640 milioni di euro e procede con un passo sostenuto: +16,4% sul 2022 e +7,6% sul 2023. L’offerta si fa più matura – dai sostituti proteici ai piatti pronti – e intercetta non solo vegani e vegetariani, ma anche onnivori curiosi che introducono alternative vegetali nella routine settimanale.

Il World Vegan Day, celebrato ogni 1° novembre, nasce proprio per questo: ricordare che il termine “vegan” – coniato dalla Vegan Society – non è soltanto un’etichetta, bensì un orizzonte di scelte che tocca cucina, salute, etica e industria. 

In Italia, i numeri raccontano una realtà ancora minoritaria ma sempre più influente, capace di spingere la filiera alimentare verso innovazione, qualità e varietà. E a tavola, oggi, la domanda non è più “cosa manca”, ma quali nuove possibilità si aprono.

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