Dai primi giorni di giugno, in diverse abitazioni della costa romagnola – in particolare nel tratto compreso tra Cervia, Cesenatico e Bellaria – molti cittadini stanno riscontrando problemi anomali nella ricezione del digitale terrestre. Canali italiani che spariscono, televisioni che durante la sintonizzazione automatica memorizzano emittenti straniere, segnale instabile e decoder che faticano a ricostruire correttamente la lista dei programmi.
Non si tratta, secondo diversi antennisti della Riviera, di un semplice guasto domestico. Il problema sarebbe legato a una particolare combinazione geografica e atmosferica tipica dell’Adriatico. La costa romagnola si trova infatti di fronte a un ampio specchio di mare aperto, senza ostacoli significativi tra le due sponde. In determinate condizioni di caldo, umidità e stratificazione dell’aria, le onde radio possono viaggiare molto oltre la normale portata ottica dei trasmettitori. È il fenomeno noto come propagazione troposferica anomala.
In pratica, gli strati dell’atmosfera sopra il mare possono comportarsi come una sorta di condotto naturale, capace di trasportare i segnali televisivi per centinaia di chilometri. Così i multiplex provenienti dalla Croazia e dalla sponda orientale dell’Adriatico possono raggiungere la Romagna con una potenza insolita e sovrapporsi alle frequenze utilizzate dai canali italiani. Il risultato è un conflitto di segnale che i televisori, soprattutto quelli meno recenti, non sempre riescono a gestire.
Il fenomeno non è nuovo nell’area adriatica. Nel 2022, a parti invertite, era stata la Croazia a comunicare la rimozione di interferenze di origine italiana che per anni avevano ostacolato la ricezione dei programmi televisivi croati lungo la costa orientale. Oggi, invece, alcuni tecnici romagnoli segnalano una situazione percepita come opposta: sono i segnali provenienti da oltre Adriatico a disturbare la ricezione sulle nostre coste.
Per gli antennisti il problema è particolarmente complesso. Non basta sempre rifare la ricerca dei canali. In alcuni casi occorre intervenire manualmente sulla sintonizzazione, escludere temporaneamente l’antenna durante il passaggio su determinate frequenze, installare filtri o modificare gli impianti centralizzati. Operazioni che richiedono tempo, misurazioni e competenza. Nelle abitazioni con televisori più vecchi la situazione può diventare ancora più difficile: i tuner meno moderni hanno filtri meno efficaci e una minore capacità di discriminare tra segnali sovrapposti. Per questo alcuni utenti hanno scelto, o sono stati costretti, a sostituire apparecchi ormai datati.
Il disagio, spiegano gli operatori, si è manifestato soprattutto con l’arrivo del caldo e potrebbe ripresentarsi a ondate durante l’estate, quando le condizioni atmosferiche favoriscono maggiormente la propagazione oltre l’orizzonte marino. Non è quindi un disturbo costante, ma intermittente: può comparire in alcune ore o giornate e poi attenuarsi.
La corsa ai ripari è già iniziata. Gli antennisti stanno verificando impianti, orientamenti, centraline e filtri, ma la soluzione non è sempre immediata, perché l’origine del problema non è dentro casa, bensì nello spazio radio condiviso dell’Adriatico. Un mare che, oltre a unire le due sponde, può trasformarsi in estate anche in un corridoio invisibile per le onde televisive.